Attacco hacker alla Siae, chiesto riscatto in bitcoin

·1 minuto per la lettura
Hacker with computers in dark room. Cyber crime
Hacker with computers in dark room. Cyber crime

Attacco hacker alla Siae, con circa 70 gigabyte di dati esfiltrati. La Società italiana degli autori ed editori è finita nel mirino di un gruppo ransomware che ha sottratto informazioni riservate, inclusi dati dei conti correnti, fatture e contratti.

Dati sensibili come carte di identità, patenti, tessere sanitarie e indirizzi, sarebbero già stati messi in vendita sul dark web.

GUARDA ANCHE: Cybersicurezza, l'Italia è indietro

L'attacco del tipo "data breach", che è stato rivendicato dal gruppo Everest, è stato seguito dalla richiesta di un riscatto per evitare la pubblicazione dei dati stessi. La richiesta fatta alla Siae, ha spiegato il dg Blandini ad Ansa, è stata di tre milioni di euro in bitcoin. I documenti sottratti sono 28 mila.

La Siae, che non ha intenzione di pagare il riscatto, ha informato dell'attacco la polizia postale e il garante della privacy.

La Società degli autori e degli editori, secondo quanto si apprende, era già stata vittima alcune settimane fa di piccoli attacchi, quelli che in gergo sono chiamati pishing, ed era scattata l'allerta dei sistemi di sicurezza. 

La Polizia postale indaga sul caso, attraverso il compartimento di Roma del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche).

GUARDA ANCHE: Whatsapp e la truffa del green pass: non cliccare su questo link è un inganno per sottrarre dati

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli