Barcellona, autista killer in fuga in Francia. "La cellula voleva colpire la Sagrada Familia"

Attentato Barcellona, continua l'omaggio floreale per le vittime

La polizia spagnola sta dando alla caccia all'autista del van che ha travolto la folla sulla Rambla di Barcellona, uccidendo 13 persone. Secondo quanto riporta il quotidiano El Pais si tratterebbe di Younes Abouyaaqoub, cittadino marocchino di 22 anni, forse in fuga in Francia. Con lui potrebbero essere ancora latitanti altri due membri della cellula di Ripoll, la cittadina dei Pirenei spagnoli dove vivevano la maggior arte dei terroristi: si ritiene che 12 persone componessero il gruppo jihadista. Quattro sono in stato di arresto, tre di Ripoll, mentre 5 sono stati uccisi nel tentato attacco a Cambrils. Tra questi vi è anche Moussa Oukabir, il 17enne che fino a ieri era considerato l'autore materiale della strage sulla Rambla. 

Intanto i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, stanno perquisendo la casa dell'imam della città, come rende noto sempre il quotidiano El Pais ipotizzando che l'imam sia uno dei due morti nell'esplosione avvenuta mercoledì notte ad Alcanar. Secondo quanto riporta il quotidiano la Vanguardia, che cita fonti dell'antiterrorismo, la perquisizione è iniziata intorno a mezzanotte di ieri: i poliziotti sono rimasti nell'abitazione dell'imam fino alle 3 del mattino. Il mandato di perquisizione è a nome di Abdelbaki Se Satty, di circa 40 anni, residente nell'abitazione di Ripoll insieme a un altro uomo, che aveva subaffittato la stanza da quattro mesi. Il compagno di stanza, di cui non è stato diramato il nome, ha spiegato che da qualche tempo Se Satty non esercitava più come imam della città. Martedì scorso aveva addirittura annunciato di voler andare in Marocco, dove vivono la moglie e i figli.

A Barcellona, la sindaca Ada Colau ha aperto in municipio il libro delle condoglianze in onore delle vittime "Questa città ama la diversità - ha detto in italiano - e vuole essere una città di pace. Ora più che mai dobbiamo stare assieme". Re Filippo di Spagna con la moglie Letizia ha fatto visita ai feriti: "Noi non abbiamo paura e non l'avremo mai". Come cita il quotidiano La Vanguardia, il re ha spiegato che con la visita negli ospedali in cui sono ricoverati i feriti ha voluto "trasmettere l'abbraccio ai feriti di tutti gli spagnoli, catalani e barcellonesi".

Nel pomeriggio i Reali visiteranno la zona dell'attentato dove circa 200 persone, tra musulmani residenti a Barcellona e altri provenienti dalle città vicine, si sono riuniti per condannare l'attentato di giovedì. Il collettivo musulmano ha iniziato a riunirsi intorno alle 12 vicino alla fontana Canaletes, sostenendo che l'Islam non appoggia il terrorismo. A loro si sono uniti cittadini e turisti. "Islam è pace", "Sono musulmano e non sono un terrorista", "Siamo tutti con la Catalonga", sono alcune delle scritte comparse sui cartelli esposti dai manifestanti.

LA CELLULA JIHADISTA. Il ministro dell'Interno catalano Joaquim Forn ha corretto le parole del ministro dell'Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido, secondo cui la cellula terroristica è stata "smantellata". "Non voglio contraddire il ministro Zoido ma questa è un'indagine condotta dai Mossos d'Esquadra" e ci sono vari canali di investigazione e lavori che non si danno per terminati, ha precisato Forn, citato dai media spagnoli. Secondo Forn, la cellula non si può definire smantellata "fino a quando non sarà stata determinata la sorte di tutti i membri".

La cellula voleva colpire la Sagrada Familia. Lo rivela El Confidencial citando fonti vicino alle indagini secondo cui i terroristi in un primo momento volevano distruggere il simbolo di Barcellona con tre furgoni carichi di esplosivo Tatp e bombole di gas. L'esplosivo era conservato nel covo di Alcanar, vicino Tarragona, che però è stato distrutto da una detonazione mercoledì sera, facendo così saltare il piano iniziale.

LA RIVENDICAZIONE DELL'ISIS. Lo Stato islamico ha pubblicato una rivendicazione ufficiale, attraverso un comunicato, degli attacchi in Spagna affermando di aver "ferito o ucciso oltre 120 crociati ed ebrei". Lo riferisce il Site. Nel comunicato, diffuso su Telegram, l'Isis afferma che "diversi jihadisti" hanno effettuati gli attacchi simultaneamente "in due gruppi separati".

IL LIVELLO DI ALLERTA. Il governo spagnolo ha deciso di mantenere invariato a 4 il livello di allerta per una minaccia terroristica. Lo ha comunicato il ministro dell'Interno Juan Ignacio Zoido precisando così che il rischio si mantiene 'alto'. Il livello 4 era stato stabilito nel giugno del 2015. Aumentare il livello di minaccia a 5, il massimo, avrebbe permesso alla Spagna misure straordinarie come la mobilitazione delle forze armate, la partecipazione di 5mila militari nel controllo di infrastrutture particolari e obiettivi strategici come stazioni e aeroporti o centrali elettriche. "Rafforzeremo il livello attuale di sicurezza negli eventi con molta affluenza soprattutto turistica - ha spiegato il ministro - Rafforzeremo la sicurezza nei luoghi di potenziali attacchi terroristici e rafforzeremo il dispositivo di reazione di fronte a un possibile attentato e infine, estenderemo la collaborazione con la polizia locale". Secondo Zoido "non vi sono ora le condizioni per decretare il livello 5, vale a dire una minaccia imminente di attentato". 

LA TERZA VITTIMA ITALIANA. È una donna originaria della provincia di Potenza residente in Argentina la terza vittima italiana dell'attentato di Barcellona. Si tratta di Carmen Lopardo, 80 anni, da più di 60 residente in Argentina, che si trovava in vacanza nella città catalana. Lo rendono noto i media argentini. Il governo argentino, si legge in una nota del ministero degli Esteri di Buenos Aires, ha inviato le condoglianze alla famiglia della signora Carmen Lopardo. "L'Argentina - si legge ancora - ribadisce ancora una volta la sua ferma condanna del terrorismo in tutte le sue manifestazioni e ribadisce la necessità di lavorare per la pace, la sicurezza e il rispetto dei diritti umani".

Lopardo è la terza vittima confermata dopo Bruno Gulotta, 35enne di Legnano che lavorava per Tom's Hardware, e Luca Russo, un giovane di Bassano del Grappa (Vicenza): era in città con la fidanzata per le vacanze. La ragazza, Marta Scomazzon, è ferita in modo lieve e si trova in ospedale. 

LE ALTRE VITTIME.  Il governo del Portogallo ha confermato la morte della ragazza di 20 anni data per dispersa dopo gli attacchi di Barcellona. Si tratta della seconda vittima portoghese nell'attentato sulla Rambla: a morire sotto le ruote del furgone lanciato a tutta velocità anche la nonna 74enne della giovane.  Tra le altre vittime ci sono anche tre tedeschi e un cittadino belga. A confermarlo è stato il premier del Belgio. È invece uno de feriti il bambino australiano di 7 anni dato per disperso dopo l'attacco sulla Rambla. Lo rende noto El Pais citando i Mossos secondo cui il bambino è sempre stato sotto sorveglianza e i genitori informati fin dal primo momento. 

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