Attentati di Bruxelles, al via il processo

È solo la prima tappa di quella che si annuncia come una lunga maratona giudiziaria.

Un lungo processo

La Corte d'assise di Bruxelles ha aperto con un'udienza preliminare il processo sugli attentati avvenuti nella capitale belga il 22 marzo 2016, quando tre attentatori si fecero esplodere all'aeroporto di Zaventem e nella stazione della metropolitana Maelbeek, nel quartiere europeo della città.

Gli attacchi causarono la morte di 32 persone e ne ferirono 340. I dibattiti cominceranno a ottobre e questo incontro è servito per fissare i tempi e presentare gli imputati davanti ai giudici.

Il dolore e il ricordo

Louis Vanardois è una delle vittime. Sei anni fa ha perso in metropolitana la sua compagna, My Altegrim, una trentenne che lavorava come illustratrice. Vuole un risarcimento ma non si fa troppe illusioni.

"Non mi aspetto un pentimento particolare da parte degli imputati. Abbiamo visto che i responsabili degli attentati di Parigi non sembravano esattamente tornare sui propri passi o chiedere perdono. Comunque, se me lo chiedessero personalmente, non credo sarei in grado di concederglielo”.

Ricoverato due volte in ospedale e da allora vittima di attacchi d'ansia, non parteciperà tutti i giorni al processo perché teme di risvegliare vecchi traumi.

"Sono preoccupato, sì, perché già solo la presenza della folla sarà intimidatoria. E non so quanto emotivamente riuscirò a sopportare la vista delle persone che hanno preso parte a questi attacchi".

Louis ha molte domande su quanto accadde il 22 marzo, ma non è sicuro di riuscire a pronunciarle.

"Sono in apprensione, perché non so come comportarmi con loro. Non so se vorrò parlare con loro personalmente o se, al contrario, non mi uscirà neanche una parola. Non lo so. Ho paura che la mia rabbia scompaia del tutto o anche che, invece, esploda in maniera troppo forte".

Nel processo, quasi mille entità si sono costituite parte civilie e chiedono giustizia. Il dibattimento dovrebbe durare almeno otto mesi.