Attentato bus, collega: Sy mi chiese di comprargli taser on line

Fcz

Milano, 26 nov. (askanews) - Una decina di giorni prima di sequestrare, dirottare e incendiare un bus con a bordo 50 alunni di una scuola media di Crema, Ousseynou Sy aveva chiesto a un suo collega di comprargli una pistola elettrica su internet. Lo ha raccontato uno dei testimoni ascoltati oggi nell'aula del processo che vede l'autista di origini senegalesi imputato per strage, sequestro di persona, incendio, resistenza e lesioni personali con l'aggravante della finalità terroristica.

"Circa 10 prima dell'attentato, mi chiese di comprargli una pistola elettrica tipo taser su intenret", ha spiegato il testimone che ha subito precisato: "Mi disse che voleva darla alla moglie spiegandomi che lei viveva da sola e aveva paura a uscire di sera. Il taser arrivò la sera successiva del fatto e l'ho subito consegnata ai carabinieri". Dalla testimonianza dell'uomo, che si è definito "collega e amico" dell'imputato, è anche emerso che Sy era alla ricerca di un disturbatore di frequenze per telefoni cellulari, molto probabilmente in vista dell'attentato avvenuto il 20 marzo scorso nel territorio comunale di San Donato Milanese: "Mi chiese se esisteva uno strumento di questo genere, io gli risposi di sì precisando che si chiama jummer".

Circostanza, questa, confermata anche dal racconto del proprietario di un bar di Crema dove Sy "passava la maggior parte del suo tempo" quando non era impegnato al lavoro. "Lui - ha spiegato il barista - si lamentava perchè diversi passeggeri parlavano al cellulare ad alta voce, distraendolo dalla guida. Perciò mi chiese se esisteva un modo per bloccare il segnale del cellulare. Gli risposi che era possibile farlo come un jummer ma che in Italia non è possibile acquistare uno strumento di questo genere". Stando al racconto del testimone, Sy "era particolarmente sensibile al dramma dei migranti che morivano in mare. Se succedeva qualche naufragio, diventava sempre l'argomento della giornata". Ma lui, ha precisato ancora il barista, restava sempre calmo: "Farlo arrabbiare era praticamente impossibile. Per come lo conosco io, era una persona molto tranquilla. Che io sappia, non era cristiano, nè musulmano, nè di nessun altra religiose. Se l'ho mai sentito fare proclami terroristici? No, assolutamente no".