Attentato bus, Sy: volevo essere arrestato per lanciare messaggio

Fcz

Milano, 3 feb. (askanews) - "Sapevo bene che sarei stato arrestato e che sarei finito sotto processo. Era esattamente ciò che volevo. Volevo essere arrestato perché volevo che la mia storia facesse il giro mondo. Ma senza far male a nessuno". Così l'autista Ousseynou Sy ha illustrato in Tribunale le ragioni che il 20 marzo scorso lo spinsero a sequestrare e dirottare un pulmann con a bordo una cinquantina di bambini, due insegnanti e una bidella della scuola media "Vailati" di Crema. "Tutto è scattato nella mia testa dopo l'approvazione del cosiddetto decreto Salvini bis. Volevo fare un gesto dimostrativo, ma senza far male a nessuno. Il mio obiettivo era venire qui in Tribunale per raccontare il mio disagio, quello del popolo africano e l'orrore degli stranieri che vivono qui in Italia dopo essere stati costretti a emigrare. Sono 7 anni che faccio il conducente e ho vissuto sulla mia pelle ogni tipo di razzismo: insulti, sputi e pugni". L'uomo ha chiarito che il suo piano era quello di "arrivare oltre l'Adda per ricadere nella competenza del Tribunale di Milano".

Il bus fu fermato dai carabinieri all'interno del territorio comunale di San Donato Milanese, lungo la strada verso l'aeroporto di Linate: "Pensai che magari, se fossi riuscito a scappare, avrei potuto farla franca, ma già sapevo che sarei stato arrestato".