Attentato contro militari italiani in Iraq: l’Isis rivendica l’attacco

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Alcuni fonti della Difesa hanno diffuso la notizia di un attentato in Iraq, vicino a Kirkuk. Nell’esplosione sarebbero rimasti feriti cinque militari italiani, tre dei quali in condizioni gravi. Da quanto si apprende da fonti ufficiali, inoltre, l’attentato è avvenuto nella mattinata di domenica 10 novembre. Il team di Forze speciali italiane in Iraq colpito dall’esplosione di un ordigno rudimentale stava svolgendo un addestramento “mentoring and training”.

Marco Pisani, Paolo Piseddu, Andrea Quarto, Emanuele Valenza, Michele Tedesco sono i nomi dei cinque militari italiani feriti nell’attentato in Iraq (a riferirlo è Adkronos). Le ultime notizie sulle loro condizioni rivelano una situazione ancora grave. A uno di loro è stata amputata una gamba e un piede.

La rivendicazione dell’Isis

“Sono stati colpiti quattro crociati e quattro apostati“. Così l’Isis ha rivendicato l’attentato contro i militari italiani in Iraq. La notizia è stata diffusa da Site, che cita a sua volta un comunicato stampa dell’agenzia di propaganda Amaq. Il Califfato ringrazia Allah per aver aiutato i propri soldati a colpire il veicolo con a bordo “esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell’antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri”.

Attentato Iraq, condizioni militari italiani

Cinque militari sono rimasti feriti nell’esplosione di un ordigno rudimentale (led) nascosto sotto terra nella mattinata di domenica 10 novembre. L’attentato è avvenuto in Iraq, vicino a Kirkuk nel momento in cui era in corso un addestramento delle forze italiane in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. Il led, riferiscono dalla Difesa, è detonato al passaggio delle forze militari. Tre dei cinque sarebbero in condizioni gravi, ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Tutti i feriti sono stati trasportati con un elicottero USA all’ospedale Role 3: il più grave ha riportato una ferita alla gamba ed è stato amputato. Un altro invece ha riportato gravi lesioni interne e il terzo alcuni danni al piede. Le loro famiglie, infine, sono state allertate. Nicola Lanza de Cristoforis, comandante interforze, lo ha riferito a Rai News 24. Lanza ha spiegato che “le forze irachene stanno tutt’ora combattendo” e “fornendo un’assistenza diretta”. Infine, ha detto: “Siamo circa 800 unità di forze normali e un ottantina di forze speciali” italiane in Iraq.

Le indagini

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sull’attentato in Iraq: si indaga per terrorismo e lesioni gravissime. La pista più plausibile è legata a un attacco dell’Isis, nonostante la debolezza dovuta alla morte di Al Baghdadi.

Le prime dichiarazioni

Lorenzo Guerini, il ministro della Difesa, “è stato prontamente messo al corrente dell’attentato dal capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli”. Da quanto riferiscono alcune fonti, inoltre, Guerini “segue con attenzione l’evolversi della situazione”. Il ministro “in queste ore di preoccupazione – hanno spiegato dalla Difesa – esprime la più profonda vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei militari coinvolti”. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte sono al corrente di quanto accaduto.

Le parole di Di Maio


Luigi Di Maio ha appreso “con dolore e apprensione quel che è accaduto in Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato”. il ministro degli Esteri ha pubblicato il suo messaggio su Facebook: “‪I nostri ragazzi erano impiegati in attività di formazione delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis” ha spiegato. ‬Poi ha proseguito esprimendo vicinanza “ai soldati colpiti, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza”.

Le parole di Salvini

Anche Matteo Salvini ha pubblicato su Twitter il suo messaggio: “Vicino ai nostri militari colpiti vigliaccamente in Iraq, alle loro famiglie e a tutti i nostri soldati nel mondo”. Poi il leader della Lega aggiunge: “Combattere il terrorismo islamico ovunque, in Italia e nel mondo, era e rimane una nostra priorità“.