Attentato Londra: ministra Interni attacca WhatsApp sui messaggi criptati

Dopo l’attacco di Londra è scontro tra il governo britannico e i giganti di internet, in particolare Google e WhatsApp.

Il ministro degli Esteri, Boris Johnson, definisce disgustoso il motore di ricerca e la ministra degli Interni, Amber Rudd, accusa le app di messaggistica di non voler collaborare con la polizia.

“Dobbiamo fare in modo che WhatsApp e tutte le altre aziende, non forniscano un posto segreto ai terroristi per comunicare tra loro”, ha spiegato Amber Rudd.

Khalil Masood, l’attentatore che mercoledì ha ucciso tre persone falciandole con la sua auto sul ponte di Westminster e poi ha accoltellato a morte un poliziotto davanti al Parlamento, ha utilizzato WhatsApp prima dell’attacco.

“Non stiamo dicendo di sbloccare i sistemi, non vogliamo avere accesso ai cloud – ha aggiunto Rudd – ma vogliamo che le aziende tecnologiche riconoscano la loro responsabilità ad impegnarsi con il governo e a collaborare con le forze dell’ordine, quando c‘è una minaccia terrorista”.

Lo scontro richiama la polemica, già vissuta negli Stati Uniti, all’epoca della strage di San Bernardino e arriva a qualche settimana dalle rivelazioni di wikileaks sullo spionaggio della Cia attraverso smartphone e tv.

Per i critici, il governo di Londra sta tentando di ottenere nuovi poteri con cui spiare la vita di tutti, lasciandosi alle spalle grandi scandali come il Datagate.

“Ci sono delle indagini in corso su dei terroristi – ha concluso la ministra Rudd – i responsabili di società competenti del settore devono essere dalla nostra parte e cercherò di convincerli”.

Eccoci qua: https://t.co/FxPvsxts2Y— Philip Di Salvo (@philipdisalvo) March 27, 2017

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