Attività nucleari e radioattività, on line Rapporto Isin 2020 -5-

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Roma, 30 lug. (askanews) - In genere, la contaminazione dell'atmosfera è il primo segnale della dispersione su larga scala nell'ambiente di radionuclidi artificiali a seguito di incidenti rilevanti, cui seguirà la deposizione al suolo di materiale radioattivo e conseguente trasferimento nella catena alimentare. Ad esempio, l'attuale presenza di Cs-137 (radionuclide artificiale non esistente in natura) nel latte è riconducibile alla contaminazione ambientale prodotta a seguito di eventi su scala globale (test bellici degli anni '60, incidente di Chernobyl). Pertanto, la presenza di radionuclidi artificiali in campioni di particolato atmosferico, di deposizione umida e secca e di latte consente di avere un quadro sullo stato della contaminazione nell'ambiente e negli alimenti. La scelta di riportare i dati relativi al Cs-137, è dettata dalla natura di questo radionuclide di origine artificiale, che permane per centinaia di anni a seguito della sua formazione. Per quanto riguarda la deposizione al suolo di Cesio-137, la copertura del monitoraggio è disomogenea sul territorio nazionale: buona al Centro-nord, insufficiente al Sud. Negli anni '60 si registrò un picco e successivamente una diminuzione; al momento i valori sono stazionari. Latte, buona la copertura su tutto il territorio nazionale. Dopo l'incidente di Chernobyl, che ha visto registrare valori molto alti, è seguita una netta diminuzione; valori al momento stazionari. Si può, pertanto, concludere che a livello nazionale sono rispettate tutte le matrici e le misure indicate dalla Commissione europea, anche se con densità e frequenze non sempre omogenee tra le macroaree. (segue)