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Kristen Stewart

Auguri Kristen Stewart, le curiosità che forse non conoscevate

Auguri Kristen Stewart, le curiosità che forse non conoscevate

(KIKA) – LOS ANGELES – Kristen Stewart compie ventinove anni. La ex teen idol della saga Twilight è nata il 9 aprile del 1990, a Los Angeles.

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Vita privata, amore, che in passato l’ha fatta soffrire ma che ora la sta rendendo molto felice grazie alla love story con con la stilista californiana Sara Dinkin

Della ex protagonista di Twilight, che ha lavorato con registi del calibro di Woody Allen in Cafè Society, o di Sean Penn in Into The Wild, si conoscono soprattutto gli scandali legati alla sua vita personale.

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Ecco alcune curiosità che forse vi siete persi sulla neo ventottenne attrice californiana.

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    I misteri del lager di Gusen, "l'inferno degli inferni"

    Un campo di concentramento segreto, che si estendeva sotto terra, per decine e decine chilometri, nell'oscurità: nei tunnel lavoravano in condizioni disumane decine di migliaia di deportati, senza riuscire mai vedere la luce del sole. E al suo interno i nazisti cercarono di sviluppare armamenti segreti e condussero ricerche nucleari. L'ultimo grande mistero del Terzo Reich si trova nelle viscere dell'Alta Austria, a pochi chilometri dalla cittadina di Linz.Come emerge da una serie di documenti inediti, ai quali l'Agi ha avuto accesso, la rete di tunnel che si sviluppavano sotto il lager nazista di Gusen - definito dagli stessi deportati "l'inferno degli inferni", teoricamente un'estensione del campo di Mauthausen - era molto più ampia di quanto le autorità avessero finora ritenuto. O ammesso. Quando gli Alleati liberarono il campo, il 5 maggio 1945, trovarono "montagne di cadaveri" e qualche migliaio di sopravvissuti, "persone che oramai erano solo pelle e ossa".Ora le ricerche, che ormai procedono da svariati anni, del regista austriaco Andreas Sulzer e di un team della seconda emittente pubblica tedesca, la Zdf, hanno portato alla scoperta di una serie di carte e testimonianze che modificano la conoscenza finora acquista del lager di Gusen e dei suoi sotterranei: tra queste la relazione del capo dei servizi d'intelligence della Us Air Force, General McDonald, la testimonianza di Walter Chmielewski, figlio di un ex comandante del lager, ulteriori analisi geoelettriche del terreno, nonché documenti del ministero austriaco per la ricostruzione, che parlano di due strutture sotterraneo lunghe "tra i 16 e i 24 chilometri", al posto degli 8 chilometri "ufficiali" di cui parlano le autorità austriache. Un gigantesco sistema di tunnelIn realtà, il reticolato di tunnel - praticamente un'immensa fabbrica di guerra sotterranea \- era forse ancora più lungo. Le strutture delle gallerie erano molte. Una aveva il nome in codice "Bergkristall" ed è quella già nota, dove venivano assemblati i famigerati caccia a reazione Messerschmitt. L'altra, rivela il film mandato in onda dalla Zdf, si chiamava "Kellerbau". Analisi fotografiche realizzate nella primavera del 1945 dall'Air Force americana mostrano un sistema di tunnel gigantesco. Robert Zellerman, un esperto di strutture militari nonché ex ispettore Unscom in Iraq, ha analizzato in base alle foto aeree dell'epoca gli scavi compiuti sui terreni di Gusen e stima che l'estensione della rete dei tunnel arrivasse ad almeno 30-40 chilometri.Non solo. Sono emerse altre fotografie secondo le quali alcune delle strutture sotterranee erano disposte su più piani, come verrebbe confermato, affermano Sulzer e la Zdf, da successive misurazioni geoelettriche. Pure il rapporto tecnico dell'Istituto di studi per l'energia atomica del 1968 parla di "gallerie disposte una sopra l'altra". Non finisce qui.Finora si era sempre ritenuto che i detenuti del lager fossero tutti sistemati nelle baracche sopra i tunnel, nei sottocampi chiamati Gusen I, Gusen II e Gusen III. Ma il professor Johannes Preuss, esperto presso l'Università di Mainz, ha condotto ricerche d'archivio dalle quali sono emerse carte dalle quali si deduce che fu pianificata una vasta sistemazione dentro i tunnel, questo anche per proteggere la produzione sotterranea - che evidentemente i vertici del Terzo Reich consideravano di importanza vitale - da eventuali bombardamenti nemici.Sempre Zellermann afferma che nelle immagini aeree si possono riconoscere condotti d'aria. È d'accordo la geologa Birgit Kuehnast, che - in base ad ulteriori analisi geoelettriche - parla di strutture quadrate "lunghe 130 metri e larghe 150" certamente non di origine naturale. Analisi che coincidono con la testimonianza di Chmielewski, che riferiva di un "campo di concentramento sotterraneo" in cui trovarono spazio almeno 18 mila deportati. Migliaia di deportati dal destino ignotoE qui si apre un ulteriore mistero nel mistero, un abisso drammatico che si apre alla lettura delle carte. La presidente del Comitato per il Memoriale di Gusen, Martha Gammer, è rimasta senza parole quando ha trovato presso l'archivio sulle vittime e i sopravvissuti del Terzo Reich di Bad Arolsen dei documenti che mostrano la "scomparsa" di quasi lo stesso numero di detenuti: 18.500. Svaniti nel nulla nell'aprile del 1945, ossia a pochi giorni dalla fine della guerra, stando ad una lista d'inventario della produzione di armi di Gusen: carte nelle quali, aggiunge Gammer, "era presente l'ordine che chi era a conoscenza dei segreti di questo campo non dovesse cadere nelle mani degli Alleati. Dove sono finite tutte queste persone?".La verità è che sul numero delle vittime non vi è mai stata chiarezza. Confrontando nel complesso i registri di Mauthausen e Gusen, a pochi giorni della liberazione risultavano circa presenti circa 90 mila detenuti viventi. All'arrivo degli Alleati, i sopravvissuti erano solo 40 mila. Alcune migliaia di detenuti erano stati portati sul Danubio e fucilati, altri 10 mila evacuati. "Ma gli altri dove sono finiti?", si chiede il documentarista Sulzer, che della verità su Gusen ha fatto una missione di vita.Il sospetto è che dopo la guerra le tracce di questo lager sottoterra siano state consapevolmente nascoste. "Nonostante le ricerche sempre più intense, non sono state ancora sufficientemente studiate molte parti dei programmi delle Ss per la realizzazione di armi segrete", afferma lo storico Matthias Uhl, interpellato da Sulzer e dalla Zdf, "E questo soprattutto a causa del fatto che alcuni atti cruciali furono distrutti alla fine della guerra oppure risultano ancora top secret". Perché?"Una cosa è chiara", afferma lo storico Stefan Karner, dell'Universita' di Graz. "La storia di Gusen e del suo enorme complesso grazie ai nuovi indizi e alla scoperta di documenti in Austria, negli Usa e in Germania deve essere riscritta da capo". Probabile che la risposta a queste domande stia nelle ricerche nucleari quasi certamente realizzate in questa immensa rete sotterranea, come testimoniato per esempio dalle spedizioni ferroviarie di materiale scientifico indirizzato direttamente al generale delle Ss Hans Kammler, l'architetto delle camere a gas dei lager nazisti, il responsabile delle "armi segrete" del Terzo Reich. Ebbene, il suo ultimo quartier generale si trovava qui, presso l'inferno sotterraneo di Gusen.

  • Michelle Hunziker e i problemi di intimità con Tomaso Trussardi
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    Michelle Hunziker e i problemi di intimità con Tomaso Trussardi

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  • La Cassazione decide sulla madre di Loris a 5 anni dal delitto
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    La Cassazione decide sulla madre di Loris a 5 anni dal delitto

    Sarà una giornata cruciale, quella di giovedì prossimo, per Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso nel 2014 il figlioletto di 8 anni, Loris Stival. La prima sezione penale della Cassazione, il 21 novembre, è chiamata infatti a decidere se confermare o meno la condanna a 30 anni di reclusione inflitta all'imputata dalla Corte d'assise d'appello di Catania nell'estate dello scorso anno. Una pena pesante, disposta già in primo grado dal gup di Ragusa, contro la quale Veronica Panarello si è sempre battuta e continua a farlo con il ricorso depositato nei mesi scorsi al 'Palazzaccio' dalla sua difesa: dieci punti in cui si rileva "l'illogicità" della sentenza di secondo grado, a partire dalla ricostruzione del delitto.I fatti risalgono al 29 novembre 2014, quando Veronica Panarello denunciò la scomparsa del figlio Loris a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa: il cadavere del bambino venne ritrovato quello stesso pomeriggio, in un canalone del Vecchio Mulino. L'8 dicembre successivo, la donna venne sottoposta a fermo, convalidato 4 giorni dopo dal gip che dispose la custodia in carcere. Il processo per Veronica Panarello ha avuto inizio, con rito abbreviato, il 20 giugno 2016: parti civili sono Davide Stival, ex marito dell'imputata e papà di Loris, e i suoi genitori Pinuccia Aprile e Andrea Stival.La prima sentenza risale al 17 ottobre dello stesso anno, con una condanna a 30 anni per omicidio e occultamento di cadavere pronunciata dal gup di Ragusa, confermata in secondo grado nel luglio 2018 a Catania: per la Corte d'assise d'appello, Panarello ha agito "scientemente e lucidamente, senza esitazioni di sorta, per sopprimere quella giovanissima vita da lei generata, ma ha altresì dimostrato l'assenza di qualsivoglia forma di resipiscenza subito dopo la commissione dell'orribile crimine, omettendo di attivarsi in qualche modo per salvare il figlio che era ancora in fase agonica, chiamando i soccorsi o invocando l'aiuto di altre persone a tal fine".La donna, scrivevano i giudici etnei nelle motivazioni della loro sentenza, "si è invece adoperata senza alcuna 'pietas' secondo il piano poco prima prestabilito per cercare di eliminare le tracce del delitto con l'occultamento del cadavere di Loris e addirittura simulando una violenza sessuale ai danni del bambino da parte di ignoti per depistare le indagini".Sono proprio queste conclusioni ad essere contestate nel ricorso in Cassazione, firmato dall'avvocato Francesco Villardita, difensore dell'imputata, tuttora reclusa nel carcere Le Vallette di Torino e per la quale il gup di Catania ha anche disposto recentemente il rinvio a giudizio per calunnia ai danni del suocero Andrea Stival, da lei chiamato in correità. Se i giudici della Suprema Corte confermeranno la sentenza d'appello, verrà scritta la parola 'fine' nel processo per la tragica morte del piccolo Loris; in caso contrario, se la Cassazione accoglierà i rilievi contenuti nel ricorso della donna, gli atti torneranno all'attenzione della Corte d'assise d'appello di Catania, per un nuovo processo.

  • Morta Paola Santoro: addio alla giornalista stroncata dalla malattia
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    Morta Paola Santoro: addio alla giornalista stroncata dalla malattia

    Paola Santoro, importante firma di Repubblica e D, è morta a Milano a soli 48 anni dopo una lunga malattia.

  • La casa di Lory Del Santo: attico vista Colosseo
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    La casa di Lory Del Santo: attico vista Colosseo

    Un attico da sogno con arredi bianco candido e una vista da sogno: per il suo nido d'amore Lory Del Santo ha scelto una casa lussuosa.

  • Influencer con l’auto in piazza Duomo, Polizia ferma l’autista 49enne
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    Influencer con l’auto in piazza Duomo, Polizia ferma l’autista 49enne

    L'influencer Asia Gianese ha convinto il proprio autista a transitare con l'auto in piazza. All'uomo è stata ritirata la patente e sequestrata l'auto.

  • Chef Rubio querelato: ha istigato al razzismo
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    Chef Rubio querelato: ha istigato al razzismo

    Chef Rubio è stato querelato dalla comunità ebraica a causa di un tweet che ha scatenato l'odio razziale in rete.

  • Diciottenne suicida a Mugnano: impiccato dentro officina di famiglia
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    Diciottenne suicida a Mugnano: impiccato dentro officina di famiglia

    Diciottenne suicida a Mugnano (Napoli): Emidio Gargiulo, si è tolto la vita impiccandosi nell'officina di famiglia.

  • Rimprovera uomo che getta rifiuti, pestato consigliere comunale
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    Rimprovera uomo che getta rifiuti, pestato consigliere comunale

    "Stamattina non riesco nemmeno ad aprire gli occhi, un pugno, un altro ed un altro ancora, poi a terra calci in faccia e sulla testa, ed io che cercavo di proteggere il capo. In quattro sicuri contemporaneamente mi massacravano con una violenza inaudita, per aver detto al figlio di uno di questi di non gettare secchi e materiale di risulta sulla strada. Credo veramente di essere vivo per miracolo". Lo scrive su Facebook il consigliere comunale di Foggia, Massimiliano Di Fonso che pubblica anche la foto del suo volto tumefatto. Il consigliere, eletto con la Lega alle consultazioni della scorsa primavera, ora fa parte del Gruppo Misto.  A Di Fonso è giunta la solidarietà "a titolo personale ed istituzionale" del sindaco Franco Landella. "Le circostanze in cui è maturato l’episodio contribuiscono a rendere ancor più intollerabile l’accaduto, dal momento che Di Fonso aveva semplicemente e giustamente redarguito cittadini intenti a violare palesemente le norme che disciplinano il conferimento dei rifiuti", ha affermato il primo cittadino.  "Si tratta di una circostanza che io stesso, in più occasioni, ho denunciato e censurato, perché indice di inciviltà e di assoluta mancanza di rispetto per il vivere civile - ha aggiunto il sindaco - Il consigliere Di Fonso, dunque, stava esclusivamente difendendo le regole che evidentemente una minoranza vigliacca e barbara della nostra città continua a considerare un optional di cui si può fare tranquillamente a meno".  "Sono certo che le Forze dell’Ordine sapranno rapidamente individuare gli autori di questo atto gravissimo e vergognoso e che la Magistratira saprà assicurare loro la punizione esemplare che meritano. A Massimiliano Di Fonso, al quale auguro una rapida guarigione, e alla sua famiglia giungano non soltanto il mio abbraccio e quello dell’intera comunità foggiana, ma anche un grazie – conclude Landella - per aver provato ad impedire lo scarico in strada di materiale di risulta, che è a tutti gli effetti un vero e proprio reato”

  • Sabrina Ferilli a Tu si que vales: “Ogni tanto sostituita da Belen”
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    Sabrina Ferilli a Tu si que vales: “Ogni tanto sostituita da Belen”

    Sabrina Ferilli, in veste di giudice popolare a Tu si que vales, spaventa i suoi fan per le continue sparizioni nel programma: è un mistero.

  • Di Maio chiede a Trenta di lasciare l'appartamento di servizio
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    Di Maio chiede a Trenta di lasciare l'appartamento di servizio

    "Sicuramente il marito avrà il diritto all'alloggio" ma l'ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta "è opportuno che lasci quell'alloggio", poi il marito "farà la richiesta per ottenere l'appartamento come tutti gli ufficiali dell'esercito, seguendo la normale graduatoria". Luigi Di Maio, a Salerno, risponde così alle domande dei giornalisti sul caso dell'appartamento di servizio dato in dotazione all'esponente M5s quando faceva parte del governo. La replica dell'ex ministro"Come è noto, mio marito è ufficiale dell'Esercito Italiano con il grado di maggiore e svolge attualmente un incarico di prima fascia, incarico per il quale è prevista l'assegnazione di un alloggio del medesimo livello di quello che era stato a me assegnato (infatti a me non era stato concesso un alloggio ASIR - cosiddetto di rappresentanza - ma un alloggio ASI di prima fascia. Pertanto, avendo mio marito richiesto un alloggio di servizio, per evitare ulteriori aggravi economici sull'amministrazione (a cui competono le spese di trasloco, etc.), è stato riassegnato lo stesso precedentemente concesso a me, previa richiesta e secondo la medesima procedura di cui sopra", è la lettera con cui Trenta ha risposto al Corriere della Sera, che ha rivelato la vicenda.Nell'articolo si sostiene che l'esponente M5s ancora occupa un appartamento di servizio che le era stato assegnato quando era al governo. "Da ministro ho chiesto l'alloggio di servizio perché più vicino alla sede lavorativa, nonché per opportune esigenze di sicurezza e riservatezza. L'alloggio è stato assegnato ad aprire 2019, seguendo l'opportuna e necessaria procedura amministrativa, esitata con un provvedimento formale di assegnazione da parte del competente ufficio. Quando ho lasciato l'incarico, avrei avuto, secondo regolamento, tre mesi di tempo per poter lasciare l'appartamento; termine ancora non scaduto (scadenza tre mesi dal giuramento del nuovo governo, vale a dire 5 dicembre 2019)", sottolinea ancora la Trenta. BuffagnI: "M5s è un'altra cosa"Una risposta che non piace al viceministro dello Sviluppo Economico M5s, Stefano Buffagni: "Il Movimento 5 Stelle è un'altra cosa! Ho letto stamattina la notizia dell'ex Ministro Trenta sull'immobile di pregio assegnato al marito, in cui vive. Ho altresì letto la risposta dell'ex Ministro Trenta: formalmente pare anche ineccepibile, ma non è da 5 stelle!!!"."Noi siamo nati con un'altra missione, stare nei palazzi rischia sempre di contaminarci, di cambiarci ed è contro questa 'droga' - aggiunge - che dobbiamo tenere alta l'attenzione. Non sono mai stato estremista ed ho sempre tenuto un po' di elasticità ed alta tolleranza nelle cose attirandomi anche tante cattiverie nel Movimento. Non sono mai stato un giustizialista e capisco che durante il mandato possano nascere esigenze funzionali. Ma se fosse stato uno del Pd o uno della Lega ad assegnare al marito una casa di quel genere da tenere anche dopo il mandato cosa avremmo detto?".

  • Il rapimento di Silvia Romano, un anno dopo
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    AGI

    Il rapimento di Silvia Romano, un anno dopo

    "Silvia è viva e si sta facendo di tutto per riportarla a casa". Questa è l'ultima notizia certa e risale al 30 settembre, come ha riportato l'Agi, citando una fonte di intelligence. Da allora sul rapimento di Silvia Romano avvenuto il 20 novembre del 2018 è calato il silenzio. Un anno esatto dal quel brutto giorno quando la volontaria italiana è stata sottratta alla sua attività umanitaria a Chakama, un villaggio a 80 chilometri da Malindi in Kenya. Nulla è trapelato. Solo un laconico ci sono nuove prove, nuovi elementi di indagine emersi nell'ultimo mese. Un po' poco.Si sa che la collaborazione tra autorità keniane e italiane prosegue, non si è mai fermata un momento. Come ha sottolineato la viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re, durante una sua recente visita in Kenya. Ma il silenzio sta diventando insopportabile, assordante e in molti chiedono di romperlo. Pippo Civati, leader di Possibile, che sin dall'inizio segue - uno tra i pochi - questa tragica vicenda, in un tweet scrive: "Credo sia doveroso che a un anno di distanza ci sia una comunicazione ufficiale del nostro esecutivo sulla situazione di Silvia Romano. Troppe le voci ufficiose, troppe le mezze verità, troppi i pettegolezzi".Così la politica, ma c'è anche quella parte di società civile che non ha mai smesso di premere, in maniera discreta, affinché un fascio di luce illumini questa vicenda. Nino Sergi, fondatore e presidente emerito di Intersos e Policy Advisor di Link 2007, ha nuovamente fatto sentire la sua voce inviando una seconda lettera aperta al generale Luciano Carta, direttore dell'Aise, i servizi di intelligence esterni. "Dodici mesi sono tanti - scrive Sergi -. A chi attende la sua liberazione sembrano interminabili". Sergi prosegue sottolineando di non "aver nessun titolo per parlare a nome di Silvia, ma quanto le scrivo esprime l'inquietudine e le preoccupazioni di molte persone per la sua liberazione e la sua vita: tante voci che fanno da sottofondo a questa nuova lettera aperta". E il fondatore di Intersos cosi' spiega le "inquietudini e le preoccupazioni": "Non sappiamo se prendere per buone le poche notizie diffuse da agenzie giornalistiche sull'area in cui Silvia potrebbe essere trattenuta. Ad esse comunque ci aggrappiamo. Se l'area fosse confermata, la preoccupazione diventa ancora più grande a causa dell'effettuazione di frequenti raid. Come non sappiamo se vi siano le condizioni per fare molto di più di quanto già state facendo; ma ancora una volta le chiediamo di provare a farlo. I tempi lunghi significano anche crescenti rischi: il ricordo di Giovanni Lo Porto rimane ancora molto doloroso". Rapita, venduta e trasferita in SomaliaSilvia Romano è stata rapita da criminali comuni che, poi, l'hanno ceduta a un'altra banda, probabilmente i terroristi di al Shabaab e portata in Somalia. E le preoccupazioni di Sergi derivano proprio da questo. Le condizioni sul terreno, in questi mesi, sono precarie: piogge e alluvioni, che impediscono gli spostamenti, ma diventano condizioni ideali per i raid arei sulle postazioni dei terroristi. Ed ecco il ricordo del cooperante Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan da Al Qaeda, e vittima - "effetto collaterale" - di un bombardamento americano.Poi vi è una nota di cronaca. Il processo ai tre degli otto membri della banda che ha rapito Silvia - Moses Luwali Chembe, Abdalla Gababa Wario e Ibraiam Adam Omar - è stato nuovamente rinviato, questa volta perchè Adam Omar, in libertà su cauzione e considerato l'uomo più pericoloso dei tre, non si è presentato all'ultima udienza, quella del 14 novembre. I giudici lo hanno dichiarato "formalmente" latitante. Quali prove che sia ancora viva?Rimaniamo a ciò che gli inquirenti fanno trapelare e cioè che Silvia sia stata portata in Somalia. Ma non è chiaro quando sia avvenuto: se subito dopo il rapimento oppure nei mesi successivi. E non è una curiosità giornalistica. Il passaggio di mano potrebbe essere avvenuto all'inizio dell'anno, ma sul punto gli inquirenti tacciano. C'è poi il fatto, non irrilevante, della prova in vita. Chi indaga, italiani e keniani, hanno detto che di sicuro Silvia a Natale era viva. È stata rapita un anno fa. Anche su questo punto il silenzio è inquietante. Non viene detto nulla. Ma nemmeno si fa intendere qualcosa.I punti poco chiari sono molti. In primo luogo, se è vero che la giovane italiana è in Somalia, non si ha notizia di una rivendicazione in tal senso, e dopo un anno dal rapimento tutto ciò sembra essere, quantomeno, strano e inusuale. L'altro fattore: c'è stata una richiesta di riscatto? Se è vero che i committenti del rapimento sono gruppi jihadisti legati agli al Shabaab, rivendicazione e richiesta di riscatto per la liberazione della giovane italiana dovrebbero essere scontate.Gli inquirenti, tuttavia, mantengono il riserbo anche sul fatto se sia stata fornita o meno una prova "recente" in vita di Silvia Romano. Tutto ciò alimenta ricostruzioni fantasiose. A un anno di distanza, una parola di chiarezza, però, dovrebbe essere detta. E noi rimaniamo con l'unica certezza alla quale potersi aggrappare: "Silvia Romano è viva e si sta lavorando per riportarla a casa".

  • Camionisti in trattoria, Misha Sukyas al posto di Chef Rubio
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    Camionisti in trattoria, Misha Sukyas al posto di Chef Rubio

    Sarà Misha Sukyas a sostituire Chef Rubio nel popolare docu-reality di cucina Camionisti in trattoria

  • Morto il rapper Psy Lipso: aveva pubblicato il brano “Stasera muoio”
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    Morto il rapper Psy Lipso: aveva pubblicato il brano “Stasera muoio”

    Il rapper fiorentino Psy Lipso è morto in una casa a Pistoia: aveva 21 anni e pochi giorni prima aveva pubblicato il suo ultimo brano.

  • Tenta di uccidere fidanzata: aveva ricevuto un like su Facebook
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    Tenta di uccidere fidanzata: aveva ricevuto un like su Facebook

    Tenta di uccidere la propria fidanzata perchè ultra geloso: Ashley Brazier, 31 anni, è stato condannato a tre anni e nove mesi di galera.

  • Le Iene e lo scherzo ad Alessandro Sallusti: il santone misterioso
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    Le Iene e lo scherzo ad Alessandro Sallusti: il santone misterioso

    Il giornalista Alessandro Sallusti è il protagonista dello scherzo de Le Iene di questa settimana, in cui rimane vittima di uno strano santone.

  • Giletti contro tutti: "Italia incapace di governarsi"
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    Giletti contro tutti: "Italia incapace di governarsi"

    "C'è un'incapacità di governare e riguarda il nostro paese da 10-15 anni. Non riusciamo più a trasformare i progetti in realtà". Sono le parole di Massimo Giletti, che apre così Non è l'Arena. "L'Italia dimostra ancora una volta la sua fragilità. I nostri pensieri vanno a Venezia, simbolo non solo dell'Italia. Ma sta succedendo di tutto a Matera, a Pisa, in Sicilia, vicino a Caserta. Questa situazione, unita a quello che sta succedendo a Taranto con l'Ilva, ci racconta con tristezza. Gli stessi che nei salotti buoni dicono che sono populista diranno che Giletti attacca subito. C'è un'incapacità di governare e riguarda il nostro paese da 10-15 anni. Non riusciamo più a trasformare i progetti in realtà", afferma. "Chi è incapace? E' colpa della natura o siamo incapaci noi come classe dirigente a governare le grandi opere. E' possibile che vadano sempre a finire in mezzo a tangenti e che i magistrati debbano supplire all'incapacità politica di gestire le situazioni?", dice.

  • Uomo accoltellato per strada a Firenze, arrestato 39enne
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    Uomo accoltellato per strada a Firenze, arrestato 39enne

    Una lite per futili ragioni finita in tragedia. È successo per le strade di Firenze, dove un uomo di 33 anni è stato accoltellato a morte.

  • Scuola taglia carta igienica: bimba va in ospedale per costipazione
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    Scuola taglia carta igienica: bimba va in ospedale per costipazione

    Decisione drastica della scuola: taglia la carta igienica per limitare le spese. Una bimba di 4 anni finisce in ospedale per costipazione.

  • Chi è Amanda Lear: curiosità e vita privata dell’artista
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    Chi è Amanda Lear: curiosità e vita privata dell’artista

    Compagna di Dalì e poi di David Bowie, modella richiestissima negli anni '60 e simbolo della musica dance anni '80: tutti i dettagli su Amanda Lear.