In aula al Senato parte la battaglia sul ddl Zan

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Roma, 12 lug. (askanews) - Il ddl Zan approda domani in aula al Senato ma il destino del provvedimento approvato alla Camera sul contrasto della discriminazione o violenza per sesso, genere o disabilità è incerto. La maggioranza Draghi resta profondamente divisa: da un lato Leu, M5s e gran parte del Pd vogliono l'ok definitivo senza modifiche, dall'altra la Lega che vorrebbe "bloccare o quanto meno modificare" il testo come ha ribadito oggi Matteo Salvini che domani parteciperà alla discussione a Palazzo Madama. E Italia Viva che ha già annunciato la presentazione di emendamenti per cambiare il ddl che così com'è, sostengono i renziani, non passerà mai.

Al Senato i numeri a favore del provvedimento sono risicati e al voto segreto i franchi tiratori (se ne contano 6/7 nel Pd e altrettanti tra i pentastellati) potrebbero affossare definitivamente la legge. "Con un accordo la legge Zan viene approvata rapidamente al Senato in due giorni, alla Camera ci vorrà un po di tempo. Vogliamo portare a casa la legge o vogliamo fare una battaglia di principio?", ha detto il leader di Iv Matteo Renzi. "Se si vuole trovare un accordo lo si fa, se si vuole andare alla conta per fare contenti quelli che vogliono dire di avere la bandierina, tenete la bandierina, ma poi se si va sotto sapete la colpa di chi è", ha aggiunto.

Sabato anche l'ex capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci ha aperto a modifiche chiedendo al segretario del suo partito Enrico Letta di cambiare strategia e non dire "o legge o morte. Perché così la morte è assicurata". Per Marcucci "c'è tempo per arrivare a un compromesso" visto che prima di una settimana non ci sarà alcun voto sul ddl. Domani alle 15 il presidente della commissione Giustizia Andrea Ostellari (Lega) ha convocato la commissione per sentire cosa i componenti dei vari gruppi hanno da dire sulla sintesi da lui avanzata nelle scorse settimane al tavolo dei capigruppo. Un tentativo di riportare il ddl in Commissione. Tentativo che non avrà esito con ogni probabilità.

In aula ci sarà un dibattito ma poi sarà dirimente la conferenza dei capigruppo che dovrà fissare i tempi della legge e il termine per la presentazione degli emendamenti: un'impresa non di poco conto visto che mercoledì ci sarà il voto sulla Rai, poi c'è da incardinare il decreto sostegni bis (che scade 24 luglio)e da stabilire quando rimandare il decreto reclutamenti P.a. alla Camera. Il rischio insomma è che il ddl Zan potrebbe trovarsi nel tradizionale ingorgo parlamentare che precede la pausa estiva e finire nel calendario di settembre.

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