Aula Camera critica Grillo, M5s: strumentalizzano per colpirci

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 20 apr. (askanews) - Il video in cui Beppe Grillo difende suo figlio processato con l'accusa di stupro e solleva dubbi sulla vittima irrompe nel dibattito in aula alla Camera, impegnata oggi nell'esame del decreto Covid. A sollevare il tema è stata per prima la deputata Fdi Ylenja Lucaselli, che ha chiesto "una conferenza dei capigruppo affinché si possa insieme esprimere la vicinanza di tutto il Parlamento italiano a una giovane donna, vittima in questo momento anche soltanto dell'arroganza e del sessismo verbale di un leader politico".

"Noi - assicura Lucaselli - non vogliamo assolutamente processare nessuno in quest'Aula perché noi siamo garantisti veri. Però le dichiarazioni che sono state fatte ieri sono gravissime, soprattutto perché provengono da un leader politico. Noi esprimiamo la nostra vicinanza a una giovane donna e alla sua famiglia" e "mi aspetto che le donne M5s non stiano con la testa china, che non siano indaffarate in altro, ma che oggi abbiano il coraggio di alzarsi in piedi e di prendere le distanze da affermazioni gravissime, che sono di per sé una violenza nei confronti di una giovane donna".

A nome di M5s non è stata una donna a prendere la parola in aula ma il capogruppo Davide Crippa, che ha definito la conferenza dei capigruppo richiesta da Fdi "una sede non idonea per affrontare un tema del genere, una vicenda strettamente personale, complessa e dolorosa. Questa vicenda oggi è al vaglio della magistratura italiana, che noi da sempre rispettiamo". Crippa ci tiene a distinguere "la vicenda personale di un padre, emotivamente coinvolto e quella del MoVimento 5 Stelle", accusando "chi coglie oggi l'occasione di strumentalizzare la vicenda per colpire il M5s di memoria corta".

Crippa ha ricordato che M5s "ha fatto approvare il Codice rosso che tutela donne e bambini". Questo dibattito, ha osservato, "purtroppo sta assumendo un tono, prima mediatico, anche pesante da gestire proprio in queste ore e in questi giorni, e, per di più, oggi viene trasformato in un dibattito politico. Il MoVimento 5 Stelle la linea politica su questo tema l'ha scritta in leggi dello Stato".

Per il Pd ha preso la parola Carla Cantone, esprimendo "incredulità e forte arrabbiatura per le parole pesanti di Grillo verso la ragazza coinvolta. Noi riteniamo che la giustizia debba fare il proprio corso e non intendiamo interferire, e non rinunciamo mai ad essere garantisti però ciò che abbiamo ascoltato nelle parole di Beppe Grillo non è accettabile. La violenza sulle donne è sempre e comunque da condannare, e non si può condividere il fatto che se una giovane donna, o comunque una donna di qualsiasi età - e capita purtroppo - denuncia la violenza dopo qualche giorno, sia da mettere in dubbio ciò che ha dichiarato di aver subito".

Anche la deputata di Italia Viva Lucia Annibali ha ricordato che il suo partito è "da sempre garantista", ma ha definito "molto grave questo video, molto gravi le parole, molto grave il fatto che un padre - per quanto comprensibile -, ma soprattutto un rappresentante politico e pubblico utilizzi uno strumento di quel tipo per interfacciarsi e interferire in un'indagine che dovrà naturalmente fare il suo corso: noi non attacchiamo nessuno, ma sicuramente condanniamo profondamente le parole e i toni utilizzati da Beppe Grillo in quel video, soprattutto nei confronti della ragazza, a cui va tutto il nostro sostegno e naturalmente alla magistratura, che farà, come sempre, il suo dovere e il suo corso".

"Non va bene, è una brutta pagina", ha osservato Laura Ravetto (Lega): "Sono contenta che alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle si siano pronunciati, in critica. Ma mi aspettavo lo facessero con più forza. Noi della Lega rimarremo garantisti. Non sappiamo come finirà il processo, ma condanniamo la spettacolarizzazione dell'evento fatta dal leader del Movimento 5 Stelle, spettacolarizzazione che coinvolgeva due giovani donne. Mi aspetto anche che donne simboliche del Movimento 5 Stelle, come la Raggi, spendano una parola per i temi di dignità femminile".

"Indignato" anche Valentino Valentini (Fi), che si chiede: "E' forse una maniera intelligente di interferire? Forse quel video non era uno sfogo? Forse nel video, uno che guarda con gli occhi da tecnico vede che ci sono dei tagli. Allora, si chiede: ma è un padre che fa uno sfogo o un tentativo di interferenza molto grave in un processo".

Federico Fornaro definisce la vicenda "triste": "Chi svolge e ha ruoli istituzionali e politici ha più doveri nei confronti della collettività rispetto a un cittadino comune, quindi non si può fare un richiamo al ruolo del padre. Questo è un tema personale che deve rimanere nella sfera personale. E' evidente che Beppe Grillo si è dimenticato, pur non avendo ruoli formali istituzionali, di essere il leader di un movimento". E aggiunge: "Il garantismo non può essere un garantismo a correnti alternate, a giorni alternati. Credo che se riusciamo ad imparare questa lezione avanziamo un pochettino nella civiltà, anche nel dibattito pubblico".