In aula il “cannibale de la Guindalera”, che però ora dice di non ricordare nulla di quei fatti

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L'arresto di Alberto Sanchez
L'arresto di Alberto Sanchez

Uccide la madre e la mangia a pezzi: al via a Madrid il processo ad Alberto Sanchez, il “cannibale de la Guindalera” accusato di aver ammazzato la madre e di averne smembrato il corpo per poi mangiarne alcune parti. L’orrore della cronaca “si accasa” dunque nell’aula di giustizia e i tremendi fatti del febbraio 2019 sono giunti alla valutazione in procedura e punto di diritto, non più e non solo di clamore mediatico.

Uccide la madre e la mangia a pezzi: il ritrovamento

Anche se a dire il vero di clamore quella bruttissima storia ne aveva suscitato molto, e non sarebbe potuto essere altrimenti, visto lo “storyboard” da macelleria e l’inaudita violenza delle modalità di quel crimine orrido. La polizia all’epoca arrivò sul luogo del crimine e perfino i più “scafati” dei suoi membri dovettero un attimo deglutire: a terra c’era il cadavere di una donna di mezza età letteralmente massacrato e quasi ogni stanza della casa ospitava pezzi smembrati del cadavere; se ne contarono quasi mille alla fine.

L’ammissione e l’orrore per i particolari

All’epoca Alberto, il figlio della vittima, aveva 26 anni, venne messo sotto pressione da subito e l’orrore del suo racconto ebbe inizio: Sanchez confessò di aver ucciso la madre perché gli aveva reso “la vita impossibile”. Poi candidamente informò i poliziotti che ne aveva mangiato alcune parti, dividendosi le altre con il cane di casa da cui era inseparabile. I media spagnoli vennero calamitati su una vicenda che in Spagna ha visto anche altri rapporti madre figlio finire in maniera truce. Vicenda che in questi giorni ha avuto il suo esordio giudiziario, con l’inizio del processo a carico dell’ormai 28enne imputato. Sanchez sarà valutato da una giuria popolare e dai giudici togati, mentre le dichiarazioni dei poliziotti presenti al macabro ritrovamento sono diventate un must per l’informazione nazionale.

La strategia d’aula: Alberto non ricorda

In quei verbali sta scritto tutto l’orrore di quel giorno: Sanchez che dopo aver ucciso la madre 66enne ne porta il cadavere in camera da letto e le due settimane di follia in cui avrebbe “piluccato” ogni tanto i resti della madre per mangiarli. Sanchez tuttavia nelle dichiarazioni preliminari ha già detto di non ricordare nulla, né delle sue azioni né dei verbali che le significherebbero. L’imputato pare avesse problemi di droga ed era in vigore contro di lui un’ordinanza restrittiva nei confronti della madre, che lo aveva denunciato ben 12 volte dopo episodi di percosse. È evidente come la difesa stia puntando all’infermità mentale.