Aula Senato approva odg per cittadinanza italiana a Zaki

Red
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Roma, 14 apr. (askanews) - L'aula del Senato ha approvato con 208 voti a favore, 33 astenuti (tra loro i senatori di Fdi) e nessun contrario l'ordine del giorno che impegna il governo "ad avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana ai sensi del comma 2 dell'articolo 9, della citata legge n.91 del 1992".

Inizialmente erano state presentate due mozioni, una del Pd e l'altra di M5s, che sono poi confluite in un ordine del giorno per consentire un'unica votazione. Rispetto alla mozione a prima firma Verducci (Pd) e Segre, presente in aula, il dispositivo dell'odg approvato è stato modificato con le raccomandazioni della viceministra Marina Sereni che ha invitato a inserire nella mozione un riferimento alla necessità di verificare tutte le condizioni in vista della possibile concessione della cittadinanza, misura che potrebbe rivelarsi addirittura controproducente rispetto all'obiettivo del rilascio di Zaki.

Inizialmente infatti la mozione dem impegnava tout court il governo "ad intraprendere con urgenza tutte le dovute iniziative affinché a Zaki sia riconosciuta la cittadinanza italiana".

Sono cinque gli impegni del governo con l'ordine del giorno approvato. Oltre a quello per la concessione della cittadinanza, c'è l'impegno "ad intraprendere tempestivamente ogni ulteriore iniziativa presso le autorità egiziane per sollecitare l'immediata liberazione di Patrick Zaki, valutando la possibilità dell'utilizzo degli strumenti previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984". L'impegno a "continuare a monitorare con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione; ad attivarsi, a livello UE, per sollecitare istituzioni e Stati membri affinché richiedano all'Egitto, e agli altri Paesi in cui persistono diffuse violazioni dei diritti umani, miglioramenti concreti su questo tema e si adoperino altresi per effettuare un monitoraggio rafforzato sulle questioni più critiche in materia nel Paese; a farsi portatore attivo della cultura del rispetto e della promozione dei diritti umani nel quadro delle discussioni in ambito G7, con particolare riguardo ai casi di repressione nei confronti degli attivisti politici e dei difensori dei diritti umani".