Aumentano le prime dosi in Italia. Effetto Austria e Super Green Pass

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(Photo: TIZIANA FABI via AFP via Getty Images)
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Alla data 22 novembre la tabella della vaccinazione Covid indica un +22.257 sotto la voce “prima dose”. Questo vuol dire che persone che sino ad ora avevano rimandato l’appuntamento con l’iniezione, hanno ricevuto infine la spinta per capitolare. Secondo i dati elaborati da Lab24, nella scorsa settimana è stato registrato un +17%, on una media giornaliera di oltre 18mila: numero che sembra promettere il raggiungimento in breve tempo del target 90% di vaccinati over 12. Il dato sulla prima dose è stato sempre oscillatorio: a ottobre i picchi sono stati generati dall’introduzione del Green Pass obbligatorio sul posto di lavoro. Per l’aumento degli ultimi giorni si parla anche di un “Effetto Austria”.

Del tema ha parlato anche l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. Nella regione circa 2 mila persone al giorno, che finora non avevano richiesto la somministrazione del vaccino anti Covid, stanno accedendo alla prima dose. “Da quando Vienna ha deciso di rendere obbligatorio il vaccino notiamo un aumento delle prime dosi anche qui da noi. E’ un dato molto positivo, in aumento. Vuol dire che si stanno convincendo a vaccinarsi anche molti dei duri e puri, i più ostinati”, ha dichiarato D’Amato in un’intervista a Repubblica.

In Austria i numeri Covid preoccupano, a fronte di una scarsa copertura vaccinale. Per convincere gli scettici, il governo ha deciso di introdurre una serie di misure: l’obbligo vaccinale, appunto, e un nuovo lockdown. La mossa ha sortito l’effetto sperato nel paese, con un boom di prime dosi. In qualche modo quanto avvenuto nello Stato, nel timore di un quadro simile per la vicina Italia, ha convinto anche alcuni italiani a capitolare, vaccinandosi.

Non solo questo: anche in Italia si parla di misure restrittive per i non vaccinati, con l’introduzione del Super Green Pass: la certificazione verde al momento costituisce un lasciapassare alle attività sociali e lavorative per i vaccinati, per chi abbia ricevuto entro 48 ore un esito negativo al tampone e per i guariti Covid entro sei mesi dall’infezione. Con il potenziamento dello strumento, da alcune attività dovrebbero essere esclusi i possessori del tampone negativo, che non abbiano ricevuto una vaccinazione. Al momento le persone che hanno avuto almeno una prima dose sono 47.008.701, l′87,04% della popolazione over 12. L’obiettivo è convincere quel restante 13%.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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