Il dg della nazionale cantanti si è dimesso per l'episodio di sessismo contro Aurora Leone

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AGI - “Sei donna, non puoi stare qui”. Sono queste le parole che sono costate la carica a Gianluca Pecchini, direttore generale della Nazionale Italiana Cantanti. Pecchini ha annunciato le proprie dimissioni dopo la bufera scatenata dall'aver intimato ad Aurora Leone, comica casertana di 22 anni, membro del collettivo comico The Jackal, molto seguito in rete, di abbandonare un tavolo riservato ai soli uomini e accomodarsi in un altro destinato alle donne.

A raccontare la vicenda, visibilmente scossa, la stessa ragazza tramite una serie di stories su Instagram girate in compagnia di Ciro Priello, altro membro dei The Jackal, vincitore della prima edizione italiana di “LoL”, anche lui convocato a Torino per la partita amichevole, in programma martedì 25 maggio, tra Nazionale Cantanti e Campioni per la Ricerca e che andrà in onda su Mediaset.

"La Nazionale Italiana Cantanti - scrive Pecchini in una nota - è amareggiata profondamente e si scusa di quanto accaduto ieri sera durante la cena ad Aurora Leone. La nostra è una storia di 40 anni di inclusione e di solidarietà, periodo nel quale siamo sempre stati in prima linea a sostenere i deboli e i diritti di tutti. Oggi a Torino si gioca una partita importante, ogni 100.000 euro in meno raccolti sono 15 diagnosi in meno e 15 potenziali morti in più. Siamo profondamente addolorati di questo grande equivoco in quanto in 40 anni non ci siamo mai trovati a dover gestire una simile situazione. Per tutte queste motivazioni, io, Gianluca Pecchini, dirigente della Nic, mi assumo la responsabilità di quello che è accaduto dimettendomi dal mio incarico in attesa di parlare personalmente con Aurora Leone".

Il Dg scrive poi: "Ci tengo però a sottolineare a scanso di equivoci, che nessun artista si è reso conto dell'episodio in questione; i presenti si sono accorti di quello che stava accadendo nel momento in cui Aurora e Ciro si sono alzati per andarsene via". 

Secondo il racconto dei due, che avevano in precedenza anche documentato il viaggio in treno da Napoli a Torino, la ragazza sarebbe stata invitata a lasciare il tavolo. I due comici pensavano perché appartenenti alla squadra avversaria, ma Pecchini avrebbe precisato che era solo la Leone a dover lasciare il tavolo in quanto donna, Priello era invece il benvenuto.

L'attore non avrebbe affatto preso bene la situazione e i toni si sarebbero accesi.Sempre secondo il racconto della giovane attrice comica, lei sarebbe stata ufficialmente convocata per scendere in campo, tanto da aver ricevuto la richiesta delle misure per le divise ufficiali, un sogno per un'appassionata di calcio come lei, come dimostrano anche le stories precedenti alla vicenda. Ma quando ha fatto presente la cosa a Pecchini pare che la risposta sia stata: “Ma tu il completino te le puoi mettere pure in tribuna, che c'entra. Le donne non giocano. Queste sono le nostre regole e se non le volete rispettare dovete uscire da qua” e ancora “non farmi spiegare perché non puoi stare seduta qui, tu non puoi e basta”.

Pare che i due attori comici abbiano immediatamente ricevuto solidarietà da alcuni artisti della Nazionale Cantanti, nello specifico Eros Ramazzotti e Andro dei Negramaro, da Stefano Fisico, social media manager della Nazionale Cantanti e anche da Andrea Bettarelli, a nome della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

Anche la Figc Calcio Femminile dal suo profilo Twitter ufficiale esprime solidarieta' ad Aurora Leone. "Da quando in qua le donne giocano?"  si legge nel tweet, citando, secondo il racconto della diatriba della stessa Aurora Leone, Pecchini - Ma che domanda! Giocano e giocheranno, giusto per fare un esempio, anche questa domenica! Basterà accendere la TV o recarsi allo stadio per godersi la finale di Coppa Italia Femminile tra Milan e Roma".

"Quanto denunciato da Aurora Leone e' l'ennesima triste attestazione di quanta strada ci sia ancora da fare. 'Da quando in qua le donne giocano a calcio' evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore, ma qui bisogna ricominciare dal cervello" scrive su Twitter la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali

Eros Ramazzotti prende le distanze, a nome proprio e dell'intera squadra della Nazionale Cantanti, dal presunto caso di misoginia. "Noi della NIC (Nazionale italiana cantanti) - scrive il cantante sul proprio profilo Instagram - non siamo stati coinvolti direttamente nella vicenda scaturita dal comportamento di due persone dello staff. Stavamo parlando tra di noi mentre cenavamo, abbiamo sentito delle voci alzarsi senza capire cosa stava succedendo. Io ho provato a recuperare la situazione - racconta ancora Ramazzotti - che era oramai precipitata. Domani mattina (mercoledì, ndr) avremo un incontro con Aurora e Ciro per spiegare meglio la dinamica dell'avvenimento e scusarci pubblicamente dell'accaduto. Noi non siamo sessisti - ribadisce il cantante da sempre protagonista delle iniziative benefiche della NIC - e tantomeno razzisti o omofobi, anzi, ognuno fa qualcosa per chi ha bisogno (da anni e in tempi non sospetti) sinceramente per un comportamento incauto di due persone dello staff, non possiamo passare per quello che non siamo. W sempre la solidarietà - conclude Ramazzotti -, w le donne che sono parte fondamentale della nostra vita".

"Spero vivamente che chi ha commesso questo grave errore sia pronto a prendersene le responsabilità e a fare le doverose scuse. Se ciò non dovesse accadere non mi sento nella condizione di partecipare all'incontro di domani sera": e' questo il messaggio apparso nella notte sul profilo Instagram di Ando, tastierista dei Negramaro, "ho assistito ai fatti accaduti per poter dare un giudizio univoco, ma sono stato testimone della rabbia di Ciro e delle lacrime di Aurora, che ancora non mi permettono di dormire. Sono ancora sconvolto e agitato e vorrei esprimere tutta la mia solidarieta' verso Aurora per un torto che non dovrebbe essere subito da nessuno, in nessun caso simile e in nessun'altra occasione". 

Solidarietà e sostegno da parte del mondo della politica e dello spettacolo ad Aurora. Monica Cirinnà è intervenuta sul caso con un tweet. La senatrice del PD scrive: "Un episodio molto grave. Se confermato, sarebbe ennesimo segnale di come misoginia e sessismo siano strutturali e tristemente radicati nel nostro Paese. Venga accertata la verità e se necessario presi severi provvedimenti". Le fa eco Laura Boldrini che scrive: "A tutti coloro che dicono che nel Paese non esistono misoginia e maschilismo, ecco che puntuale arriva l'ennesima vicenda a smentirli. Le donne vogliono giocare in ogni ambito da protagoniste. Mettetevi l'anima in pace. Non molliamo". Ancora più severa la giornalista Myrta Merlino, che sempre su Twitter scrive: "Quanto avvenuto a Aurora Leone una cena prima de La Partita Del Cuore dimostra ancora una volta quanta cultura maschilista ci sia nella nostra società. Ma gli altri uomini presenti? Magari poi festeggiate su Instagram la festa della donna". 

Uno dei primi a dare solidarietà ad Aurora è stato Fedez, che non fa parte della Nazionale Cantanti e non quindi presente quando il dirigente Gianluca Pecchini avrebbe rivolto parole di natura sessista alla Leone. Il rapper e influencer ieri sera ha dedicato un pensiero all'attrice tramite una storia su Instagram: "Sconcertante che un evento benefico si trasformi nella sagra del machismo. Onestamente fa specie il silenzio dei partecipanti all'iniziativa che hanno assistito alla scena".

Un dettaglio sottolineato anche da Gianluca Colucci, in arte Fru, altro membro dei The Jackal, nemmeno lui presente all'avvenimento, che in una serie di stories, visibilmente scosso per la vicenda capitata alla collega e amica, parla di "un episodio gravissimo, una cosa che non deve passare liscia, come minimo servirebbero delle scuse, che non sono comunque niente, non solo da chi ha commesso questo gesto imperdonabile ma anche dai presenti, che non hanno fatto nulla. Questa storia mi fa schifo".

Anche Francesco Facchinetti nel suo tweet riguardante la vicenda, punta il dito contro i presenti: "Ma mi domando, chi ha assistito alla scena perché non è intervenuto? Se fossi stato li' avrei fatto un casino!", ed invita tutte le donne coinvolte nell'evento a non scendere in campo in segno di protesta. 

Aurora Leone nelle sue storie ha tenuto a invitare comunque i suoi followers a contribuire alla causa, nonostante l'amarezza per l'accaduto. Ai due attori comici dopo il diverbio non sarebbe nemmeno stato permesso di rientrare nell'hotel dove avevano già preso possesso delle loro stanze, come documentato sempre su Instagram dalla Leone, per recuperare i propri bagagli: “Ci hanno pure cacciati dall'hotel”.

La Nazionale Cantanti ha risposto alle accuse di misoginia: “Non accettiamo arroganza, minacce e violenza verbale”. 

“Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Berté, Rita Levi di Montalcini, sono solo alcuni dei nomi – recita il comunicato ufficiale - delle tantissime donne che, dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, per la prima volta, contro una compagine femminile) , hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti. Il nostro staff è quasi interamente composto da donne, come quest'anno sono donne le conduttrici e la terna arbitrale della “partita del cuore”.

"La Nazionale Italiana Cantanti, non ha mai fatto discriminazioni, di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle , tipo di  successo , e followers . C'è solo una cosa – prosegue - nella quale non è mai scesa a compromessi: Noi non possiamo accettare ARROGANZA, MINACCE, MALEDUCAZIONE , E VIOLENZA VERBALE DAI NOSTRI OSPITI”  in riferimento, secondo quanto si capisce dalle storie su Instagram della presunta vittima, Aurora Leone ("allontanata perché donna"), all'indignata reazione di Ciro Priello all'accaduto. “Non è la prima volta – conclude la Nazionale Cantanti - che qualcuno cerca pubblicità (e followers....) distorcendo, sfruttando e manipolando  40 anni di storia”. 

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