Aurora Leone, la denuncia: “Cacciata dalla Partita del Cuore perché donna”

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Aurora Leone partita del cuore
Aurora Leone partita del cuore

Aurora Leone dei the Jackal, convocata per la Partita del Cuore nel team dei Campioni insieme al collega Ciro Priello, ha denunciato di essere stata allontanata dal tavolo durante la cena ufficiale della vigilia dell’eventoperché non aperto alle donne“.

Aurora Leone alla Partita del Cuore

L’episodio ha avuto luogo alla vigilia della Partita del Cuore, la prima targata Mediaset, che andrà in scena martedì 25 all’Allianz Stadium di Torino tra Nazionale Cantanti e la squadra dei Campioni per la Ricerca. L’attrice ha raccontato sul suo profilo Instagram che durante la cena il direttore generale della Nazionale Cantanti Gianluca Pecchini si è avvicinato al tavolo a cui sedeva invitandola ad alzarsi e ad andarsene. “Vai al tavolo delle donne” le avrebbe detto secondo quanto confermato anche da alcuni testimoni.

La ragazza ha dunque fatto presente di non essere un’accompagnatrice ma di essere stata convocata in qualità di giocatrice. Lui però ha insistito: “Non farmi spiegare perché non puoi stare seduta qui, tu non puoi e basta“. Il motivo sarebbe stato proprio l’essere donna e non il fatto che i due facessero parte della squadra avversaria, cioè i Campioni per la Ricerca: “Ciro può stare, tu no, non puoi stare seduta qui, sono le nostre regole. Non mi fare spiegare perché“.

Aurora Leone alla Partita del Cuore: “Le donne non giocano”

Aurora ha quindi sottolineato di aver ricevuto la convocazione e di aver dato anche le misure del completino, parole a cui Pecchini avrebbe risposto “Tu il completino te le puoi mettere pure in tribuna, che c’entra. Le donne non giocano“. Un episodio che ha spinto la giovane e Ciro a rinunciare a partecipare alla Partita in quanto estranei da un contesto che dovrebbe avere tutt’altro scopo“.

Aurora Leone alla Partita del Cuore: la replica degli organizzatori

La Nazionale Cantanti ha così risposto alle accuse di misoginia lanciate dall’attrice in un comunicato: “Non accettiamo arroganza, minacce e violenza verbale“. Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi di Montalcini, hanno continuato gli organizzatori, sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che, dal 1985 (anno in cui si è giocata a San Siro, per la prima volta, una partita contro una compagine femminile), hanno partecipato e sostenuto i progetti.

La Nazionale Italiana Cantanti non ha mai fatto discriminazioni, di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle , tipo di successo e followers“. L’unica cosa su cui non è mai scesa a compromessi, ha concluso, è la non accettazione di arroganza e minacce dagli ospiti: “Non è la prima volta che qualcuno cerca pubblicità ( e followers….) distorcendo, sfruttando e manipolando 40 anni di storia”.

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