L'Australia dichiara guerra alla povertà, e l'Italia?

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(di Stefania Marignetti) - Un investimento da 1 miliardo di dollari australiani (pari a 680 milioni di dollari Usa) per dichiarare guerra alla povertà con l'obiettivo di dimezzare il numero dei senzatetto entro il 2025. E' la decisione presa dal governo del Nuovo Galles del Sud, in Australia, e annunciata oggi, in occasione della Settimana nazionale dedicata ai senzatetto. Ad annunciarla, il ministro per le Famiglie, le comunità e i servizi per i disabili, Gareth Ward, insieme con il censimento che avrà luogo nei prossimi mesi per capire meglio l'entità del problema e aggiornare le ultime stime disponibili, quelle del 2017, che parlano di circa 455 persone che vivono nelle strade di Sydney mentre a livello regionale i numeri restano poco chiari. 

E' proprio per questo che, per la prima volta, il governo del Nuovo Galles del Sud e i settori non governativi uniranno le forze per calcolare accuratamente il numero totale di senzatetto nelle aree regionali e rurali. Il finanziamento annunciato servirà a sostenere iniziative per affrontare il fenomeno, compresi i programmi per aumentare l'offerta di alloggi sociali. 

Sconfiggere la povertà entro il 2030 è il primo dei 17 obiettivi ('Goal') dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata il 25 settembre 2015 dalle Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile che comprende appunto una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese), articolati in 169 target da raggiungere entro il 2030.  

La decisione dello Stato australiano, quindi, si inserisce nell'ambito di un percorso che tutti i Paesi sono tenuti a intraprendere. E l'Italia? Da noi, la situazione sembra peggiorare stando a quanto rileva l'Asvis (Associazione italiana Sviluppo Sostenibile) forte dei numero dell'Istat: nel 2017 nel nostro Paese il 20,6% della popolazione si trovava in condizione di povertà di reddito (in aumento rispetto al 19,9% del 2015) e il 12,1% in condizione di grave deprivazione materiale.  

Anche se diminuiscono le persone che vivono in abitazioni con problemi, quelle che non hanno accesso ad alcune cure mediche e le famiglie che non possono permettersi un riscaldamento adeguato - rileva il rapporto ASviS 2018 - peggiora la povertà assoluta e relativa così come il numero di individui in famiglie a bassa intensità lavorativa. A livello regionale, la situazione è particolarmente negativa per Sicilia e Campania, mentre si riscontra un miglioramento in Basilicata e in Veneto grazie alla diminuzione dell’indice di difficoltà economica delle famiglie.  

Il Rapporto SDGs 2018 dell’Istat indica che in Italia la popolazione a rischio di povertà e di esclusione sociale è pari al 30%, percentuale in aumento rispetto all’anno precedente. Nel 2017 sono 1 milione e 778mila (6,9%) le famiglie in condizioni di povertà assoluta, per un totale di 5 milioni e 58mila persone (8,4% dell’intera popolazione), il livello più alto dal 2005.  

La lotta alla povertà sembra dunque un percorso tutto in salita, non solo in riferimento agli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite, ma anche in riferimento a quelli di 'casa nostra', la Strategia Europa 2020 che in materia di povertà ed esclusione sociale chiede agli Stati membri di ridurre il numero di persone a rischio o in condizioni di povertà e di esclusione sociale di almeno 20 milioni di unità entro l'anno prossimo.