Australia: riattivare Wto contro coercizione economica (della Cina)

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Roma, 9 giu. (askanews) - Il primo ministro australiano Scott Morrison ha chiesto ai paesi che fanno parte del G7 di riformare le regole del commercio mondiale, a partire dal ruolo dell'Omc (Organizzazione mondiale del commercio), in modo da impedire a paesi potenti di usare la coercizione economica, con un riferimento esplicito alla Cina.

"Il modo più pratico di affrontare la coercizione eocnomica è ristabilire un sistema vincolante di risoluzione delle dispute dell'organismo di commercio mondiale", ha affermato Morrison parlando in un discorso a Perth. Al momento, infatti, "non ci sono conseguenze per i comportamenti coercitivi, c'è poco incentivo a comportarsi in maniera moderata".

Cina e Australia sono nel mezzo di una guerra commerciale, con Pechino che ha imposto dure sanzioni nei confronti di molti prodotti australiani e sul turismo. Canberra, dal canto suo, ha respinto una serie di tentativi cinesi di fare investimenti in settori strategici e si è associata alle richieste Usa di un'indagine approfondita sulle origini del Covid-19.

Morrison ha parlato prima dell'inizio del summit G7 che si terrà in Inghilterra, a Cornwall. L'Australia è invitata come ospite nei colloqui del formato "G7 Plus".

Per Canberra lo sforzo di far ripartire la WTO (acronimo inglese per l'Omc), di fatto paralizzata durante l'amministrazione Trump negli Usa, è cruciale per cercare di contrastare le misure cinesi. In particolare, Pechino ha imposto dazi punitivi sull'orzo e si prepara a imporre altri dazi anche sul vino.