Australia, si teme mega incendio per unione due focolai

webinfo@adnkronos.com

C'è il timore che si formi nei prossimi giorni in Australia un mega incendio, con l'unione di quelli che stanno bruciando negli stati federali di Victoria e del Nuovo Galles del Sud. E' quanto avvertono i pompieri, mentre le condizioni meno estreme del tempo offrono una "breve pausa" ai vigili del fuoco esausti per un'emergenza iniziata a settembre, nell'ambito di un'estate australe particolarmente calda e secca. 

Arrestate 183 persone 

Nello stato di Victoria l'arrivo della pioggia ha fermato l'avanzata del fuoco, dopo che 1,2 milioni di ettari sono già bruciati. "Quanto avvenuto nelle ultime 24 ore ha calmato e rallentato il fuoco e fermato l'avanzata degli incendi" - ha detto Gavin Freeman, della Country Fire response (Cfa) del Victoria - "questa è una buona cosa, ma il rovescio della medaglia è che le nuvole, oltre al fumo, rendono più difficile usare mezzi aerei, mentre il fango rende più scivolosa la strada dei mezzi terrestri".  

E comunque l'emergenza non è certo finita. Nei prossimi giorni, avvertono le autorità, c'è il rischio dello sviluppo di un mega incendio a cavallo dei due stati più colpiti. Vi sono infatti solo dieci chilometri di distanza fra l'incendio di Corryong nel nord est del Victoria e altri due incendi che avanzano nel Nuovo Galles del Sud. La loro unione rischia di formare un fronte di fuoco su mezzo milione di ettari.  

Intanto i Vescovi australiani sono scesi in campo per chiedere "un piano nazionale" per arginare "l'apocalisse" causata agli incendi. "La portata di questa crisi richiede una risposta nazionale e un impegno di tutta la Chiesa per integrare e coordinare ciò che sta accadendo localmente", scrive in una nota il presidente della Conferenza episcopale, Mark Coleridge. "L’Australia - scrive il capo dei Vescovi australiani - sta affrontando una calamità senza precedenti e il fuoco sta divorando la terra in molti luoghi. Anche se non ci troviamo nelle aree più colpite, abbiamo visto tutti le immagini apocalittiche. Sono morte persone, case e città sono state distrutte, il fumo ha avvolto ampie zone del nostro Paese. Non c’è fine all’orrore che ci mette davanti alla nostra impotenza di fronte alla forza devastante della natura. Gli sforzi dei pompieri sono stati eroici. La resilienza delle comunità colpite è stata straordinaria. Questa risposta rappresenta il meglio dell’Australia". 

Importante la solidarietà, dice il capo dei Vescovi, ma non basta: "Siamo tutti a fianco di coloro che sono stati colpiti e di chi sta mettendo in pericolo la propria vita per combattere gli incendi. Ma abbiamo bisogno di qualcosa di più delle parole. Le espressioni di solidarietà sono importanti, ma non bastano". La Conferenza episcopale ha predisposto "una rete nazionale per collegare le persone colpite dagli incendi con persone che possono aiutare in diversi modi, come preparare i pasti, ripulire le proprietà, ricostruire le comunità, nonché offrire supporto pastorale e di consulenza".