Austria al voto dopo lo scandalo Ibiza

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Cambiamenti climatici, crisi migratoria ed istruzione sono i temi che hanno dominato la campagna per le legislative di oggi Austria. Ma il punto centrale della discussione politica riguarda il dubbio che pesa sul dopo-voto, la domanda se il cancelliere uscente Sebastian Kurz, esponente dei popolari, vorrà o meno tentare una nuova coalizione con la destra del Fpoe, colpevole di essersi infilata in uno scandalo di corruzione che ha travolto il governo a maggio. Il Fpoe sembra convinto che l'unione sia ancora solida ed ha affidato ad un terapista di coppia il compito di farsi portavoce di questa tesi. "Lasciatemi andare dritto al punto - afferma il consulente matrimoniale in un video diffuso durante la campagna -. Avete un'ottima relazione, andate d'accordo, avete rispetto l'uno per l'altro, condividete le stesse idee. Volete veramente mettere a repentaglio tutto questo?".  

Kurz è il favorito, con percentuali di consenso nei sondaggi che superano il 30%, oltre il dieci per cento al di sopra dei partiti rivali. Da una parte in campagna ha sottolineato i punti di convergenza tra il suo partito e il Fpoe, la lotta contro l'immigrazione irregolare e l'Islam politicizzato, dall'altra non ha dimenticato di alludere al cosiddetto video di Ibiza, quello che ha portato nel mese di maggio la fine della coalizione e la convocazione di elezioni anticipate.  

Nel filmato, registrato ad insaputa del diretto interessato in una villa di Ibiza durante una serata con troppo alcol, il politico coinvolto, Heinz-Christian Strache, allora leader del Fpoe, prometteva accordi vantaggiosi nel settore delle infrastrutture e dei media nel suo paese alla presunta nipote di un oligarca russo. Caduto il governo a seguito dello scandalo, l'Austria si è dotata ai primi di giugno di un esecutivo ad interim guidato dall'ex giudice della Corte Costituzionale Brigitte Bierlein. Dopo che è stato diffuso il video, Strache si è dimesso immediatamente dalle cariche di vicecancelliere e capo del partito, nel disperato tentativo di salvare la partecipazione del suo partito al governo.  

Ma Kurz ha voluto prendere le distanze, precisando che lo scandalo in cui è stato coinvolto Strache non è stato l'unico motivo che lo ha spinto a lasciare. L'altro, ha spiegato, sono i legami tra il Fpoe e gli estremisti: "Ho sempre avuto problemi con i continui ammiccamenti del partito agli Identitari, gli skinhead e le frange dell'estrema destra", ha dichiarato il cancelliere uscente durante un dibattito televisivo con il nuovo leader del Fpoe, Norbert Hofer.  

A marzo, nel pieno di un'indagine della procura su denaro fatto arrivare ad una figura di spicco del movimento Identitario dal presunto attentatore delle moschee di Christchurch, i media hanno scoperto l'esistenza di legami tra il movimento xenofobo e politici del Fpoe. A settembre, nel fulcro della campagna elettorale, Ursula Stenzel, esponente di spicco del Fpoe, ha preso parte ad una fiaccolata notturna organizzata dagli Identitari per ricordare la fine dell'assedio turco di Vienna nel 1683 e lanciare un monito sull'islamismo in Europa. 

Sempre da esponenti politici del partito sono arrivati attacchi offensivi nei confronti dei migranti, ad esempio con la pubblicazione di un poema che li paragonava ai ratti. Malgrado questi episodi, Kurz non ha escluso completamente la possibilità di accordarsi nuovamente con il partito, mentre attende il responso delle urne.  

Da ultimo sono arrivati anche nuovi guai giudiziari per l'ex vicepremier austriaco Heinz Christian Strache: la procura di Vienna ha annunciato giovedì una nuova indagine a suo carico, con l'accusa di aver sottratto fondi al proprio partito. Strache è accusato di aver ottenuto rimborsi per spese private, grazie a fatture false per l'ammontare di 5mila euro. L'indagine coinvolge anche la sua ex guardia del corpo e la manager del suo ufficio. Rischiano tutti fino a tre anni di carcere. 

Il Fpoe dovrebbe poter contare sull'appoggio del 20% circa dei voti, abbastanza per dar vita ad una coalizione di maggioranza con l'Oevp di Kurz. Il cancelliere, secondo gli analisti, non può permettersi di dar vita ad un nuovo governo instabile dopo la fine prematura dei due precedenti esecutivi, uno, caduto nel 2017 e formato in coalizione con i socialdemocratici, l'altro a maggio, quello con il Fpoe. Kurz ha intanto sondato la possibilità di avvicinare i Verdi e i liberali di Neos per andare incontro ai quali ha rinunciato ad appoggiare i provvedimenti di espulsione dei teenager richiedenti asilo respinti prima della conclusione del periodo di addestramento professionale avviato in Austria. 

L'unico partito apparentemente del tutto escluso da una corsa alla formazione del nuovo governo è quello socialdemocratico (Spoe), come è sembrato confermare il recente dibattito televisivo tra il capo del partito e Kurz. Il cancelliere, ha accusato la leader Pamela Rendi-Wagner, è un freddo calcolatore che fa filtrare informazioni personali e confidenziali riguardanti i suoi rivali alla stampa. "Siamo a miglia di distanza", ha dichiarato Kurz prlando dei due partiti.