Auto elettrica, chi fornisce i materiali per le batterie?

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Batteria ioni di litio

Litio e cobalto sono in cima alla lista dei materiali più preziosi per le batterie

Oltre all’inquinamento, la maggior preoccupazione che da anni spinge l’industria dei trasporti a cercare soluzioni alternative e sostenibili è la consapevolezza che le risorse non rinnovabili come il petrolio siano destinate a esaurirsi. Tuttavia, non è un problema da cui la mobilità elettrica possa dirsi esenti in quanto con le attuali tecnologie, anche la crescente produzione di batterie dipende da materie prime, specialmente metalli, la cui disponibilità non è certo illimitata. Metalli che già da qualche tempo scatenano lotte per il monopolio di produzione e trasformazione

Il litio al centro

La tecnologia più diffusa oggi è quella basata sul litio, che trova larga applicazione nelle batterie per elettrodomestici, utensili e apparecchi telefonici oltre che nell’autotrazione, e che promette di poter essere superata nel prossimo futuro da altre soluzioni come le batterie a elettrolita solido che tuttavia in buona parte continueranno ad impiegare il medesimo metallo. Al ritmo attuale, con la produzione di auto elettriche che già nel 2025 si stima raggiungerà il 15% circa del volume mondiale, la produzione annua di litio per soddisfare il fabbisogno di batterie dovrebbe superare i 3 milioni di tonnellate già nell’arco del prossimo decennio, cosa che in tempi recenti ha causato impennate dei prezzi, raddoppiati negli ultimi tre anni. Impiegarlo da materia prima oggi è infatti ancora più semplice e conveniente che riciclarlo anche se nel giro di dieci o vent’anni la prospettiva potrebbe cambiare grazie alle tecnologie in via di sviluppo per arginare l’altro problema collaterale dell’elettrificazione, quello dello smaltimento delle batterie.

Tra Sudamerica e Asia

Ma da dove arriva il litio? I maggiori giacimenti sono situati sotto i laghi salati di Bolivia, Cile e Argentina, tra i più estesi del mondo. Il Sudamerica assicura infatti oltre l’80% della produzione annua mondiale e il grosso delle riserve le cui stime, tuttavia, una decina di anni fa sono state riviste al rialzo, passando da circa 10 a 28 milioni di tonnellate a seguito della scoperta di nuovi giacimenti in Africa e Asia. A cui si sommano nuove tecniche di estrazione che una volta perfezionate permetterebbero di ricavarlo addirittura dall’acqua di mare. Se però parliamo di trasformazione, e quindi della produzione applicata alle batterie e in particolar modo di quelle per auto, allora il centro economico si sposta in Asia, dove sono concentrate la maggior parte delle principali industrie specializzate, in modo particolare tra Giappone e Corea del Sud.

Cobalto, dall’Africa alla Cina

Accanto al litio, l’altro componente fondamentale, tra quelli meno disponibili e più richiesti, è il cobalto, un elemento-chiave per determinare la capacità di accumulo di una batteria: basti pensare che in quelle dei nostri smartphone di ultima generazione se ne trovano, secondo il modello e le performance, fino a 20 grammi, mentre in quelle per le auto elettriche si può arrivare a sfiorare i 15 kg. La sua produzione è concentrata in miniere africane (principalmente nella Repubblica Democratica del Congo, che detiene metà della riserva mondiale stimata in 7 milioni di tonnellate), da cui viene estratto insieme a rame e nickel. Miniere al centro di dure battaglie per il controllo dell’attività che si sommano a quelle umanitarie in quanto l’estrazione avviene in molti casi in condizioni inadeguate, con alto tasso di incidenti, malattie e sfruttamento del lavoro minorile. Per quanto concerne l’industrializzazione, questa è invece sostanzialmente in mano alla Cina, che concentra il maggior numero di impianti per il raffinamento e la trasformazione e dunque, la fornitura alla filiera produttive delle batterie.