Auto: settore punta a scorte chip per evitare stop produzione

Red
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Milano, 5 feb. (askanews) - Le case automobilistiche, soprattutto quelle tedesche, stanno valutando l'ipotesi di fare scorte di semiconduttori per evitare le carenze di forniture che hanno portato al blocco della produzione di centinaia di migliaia di veicoli a livello globale. Secondo il Financial Times, la mossa potrebbe richiedere una revisione della logica di approvvigionamento "just-in-time" utilizzata dall'industria dell'auto e che si basa su acquisti giornalieri per risparmiare. Secondo una ricerca del di IHS Markit, citata dal Financial Times, a causa della carenza di microchip nel primo trimestre dell'anno verranno prodotte 670.000 auto in meno. "Dobbiamo pensare ad aumentare le scorte", ha detto Oliver Blume di Porsche al Financial Times, aggiungendo però che "le scorte costano denaro, quindi questa è l'ultima opzione da prendere in considerazione". Più netto Ola Kallenius di Daimler: "Se ha senso in futuro avere scorte di sicurezza, ci metteremo all'opera".

La crisi è stata innescata dall'improvviso rimbalzo delle vendite globali di auto alla fine dello scorso anno, che ha portato a una carenza di componenti. E i produttori di chip, che stavano già affrontando un aumento della domanda grazie al boom delle console di gioco, dei laptop e dei televisori, hanno bisogno di diversi mesi per aumentare la produzione. Nelle ultime settimane, Volkswagen, General Motors, Nissan e Honda sono state costrette a rallentare la produzione per mancanza di microchip. Ford ha stimato che potrebbe perdere fino a un quinto della produzione nel primo trimestre, mentre Subaru, che conta di produrre 48mila veicoli in meno, ha tagliato l'obiettivo di vendita di veicoli del 4,7% per l'anno fiscale che si concluderà a marzo.

Secondo Kallenius di Daimler i colli di bottiglia sono stati "principalmente un problema del primo trimestre", ma secondo il rapporto di IHS i problemi di approvvigionamento dureranno fino alla seconda metà del 2021. IHS ha evidenziato che a mancare sono soprattutto i "microcontrollori", minuscoli chip utilizzati per gestire quasi tutto nelle auto moderne, dai sensori di parcheggio agli airbag, ai sistemi di intrattenimento. Circa il 70% di questi componenti è realizzato da una singola azienda: Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC). Il mese scorso, il ministro dell'economia tedesco, Peter Altmaier, ha scritto alla sua controparte taiwanese Wang Mei-hua, chiedendole di intervenire a nome delle case automobilistiche, e si è impegnato a potenziare la produzioni di chip in Germani per evitare crisi future. Per Reinhard Ploss, Ad della tedesca Infineon, c'è però un problema da non sottovalutare quando si parla di scorte, perché i chip hanno uno scadenza che ne garantisce la qualità. L'Ad di Volvo Cars, Hakan Samuelsson, ha dichiarato giovedì in occasione della presentazione dei conti che il gruppo svedese si era assicurato la fornitura di chip per le prossime quattro settimane, ma che è "molto difficile" prevedere cosa accadrà in seguito.