Autonomi e P.Iva: con risanamento equitativo 270 miliardi allo Stato

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Roma, 30 giu. (askanews) - "L'anno di pandemia, con migliaia di aziende fallite e un settore, quello degli autonomi e delle partite iva, tra i più colpiti dalla crisi economica, sembra non interessare neppure il governo Draghi della necessità di varare un provvedimento complessivo sulla materia delle cartelle esattoriali invece di continuare a rinviare lo spettro delle sessanta milioni di cartelle da inviare agli italiani". Così in una nota Eugenio Filograna, presidente del movimento Autonomi e Partite Iva.

"Lo stato italiano vanta crediti verso i contribuenti di circa 950 miliardi. Tuttavia è noto che si tratta di importi incagliati e irrecuperabili per almeno il 90%. Come Autonomi e Partite Iva proponiamo a Draghi un risanamento equitativo, che superi anche le ritrosie ideologiche di chi vuole vedere un condono a favore degli evasori. La nostra proposta - spiega Filograna - prevede la possibilità ai debitori verso lo Stato per qualsivoglia tipologia di debito sorto sino al 31.12.2020 di chiudere la pendenza con il pagamento del 30% della somma a debito. Secondo i nostri calcoli questa fase consentirebbe allo Stato di incassare circa 30 miliardi di euro".

"Quanto alla parte relativa ai crediti irrecuperabili lo Stato cederebbe agli Autonomi e Partite Iva tale credito, vendendolo al 30% del valore iscritto a ruolo. Siccome il credito in sé potrebbe non avere alcun valore, lo Stato darà agli acquirenti un premio sotto forma di credito di imposta pari al valore originario del credito acquistato, da utilizzare in 10-15 anni in quote costanti. Queste quote saranno compensabili con ogni tipo di debito verso la Pubblica Amministrazione. Questa fase consentirebbe allo Stato di incassare circa 270 miliardi di euro da mettere a disposizione per il rilancio dell'economia", conclude Filograna.

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