Autonomia, Boccia: vorrei che tutte Regioni facessero domanda-VIDEO

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Roma, 26 set. (askanews) - "Vorrei che tutte le Regioni facessero domanda di autonomia differenziata, in una cornica unica nazionale".

A spiegarlo è stato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, al termine del primo incontro con i presidenti delle Regioni.

"Poi è giusto far correre ciascuna secondo le esigenze che hanno i territori, ma sempre dentro quella cornice - ha aggiunto Boccia - vogliamo partire subito, ma questo è un processo che tocca le fondamenta della Repubblica e che non si può completare in un mese. Prima facciamo la cornice nazionale unica, poi partiranno le intese già nei prossimi mesi e poi si andrà in Parlamento. Spero che tutte le Regioni facciano domanda per l'autonomia differenziata e che entro la fine della legislatura nel 2023 tutte le Regioni possano dire che hanno interpretato correttamente la Costituzione repubblicana. Spero si possa partire già da gennaio 2020".

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    "È stato un incubo". Volti scuri, malcontento e rabbia per i 40 turisti italiani arrivati a Fiumicino con un volo Alitalia dalle Mauritius, nell'Oceano Indiano. "Non è giusto. Abbiamo subito una vessazione fuori dal comune, un disagio assurdo. Non capiamo perché solo noi, lombardi e veneti, non siamo scesi alle Mauritius. Perché solo noi, e gli altri? Sono stati con noi sul volo, quindi sono contagiati anche loro dal Coronavirus", dicono all'AGI alcuni ragazzi.Il gruppo, composto da persone provenienti da Lombardia e Veneto, faceva parte dei 212 passeggeri arrivati ieri mattina nella capitale dell'arcipelago. Proprio per volontà delle autorità locali ai 40 cittadini veneti e lombardi, che non mostravano alcun sintomo influenzale o disturbi di altro genere, è stata data la scelta tra sbarcare per sottoporsi a un periodo di quarantena in due ospedali della capitale Port Louis oppure rientrare subito in Italia. Tutti hanno scelto il rientro e Alitalia si è attivata immediatamente.Arrivati a Fiumicino c'è poca voglia di parlare e la rabbia sale tra chi, dopo mesi di sacrifici, aveva messo da parte i soldi per una vacanza in famiglia. "Chiederemo un risarcimento. Siamo partiti da Malpensa e nessuno ci ha controllato, neanche qui a Roma siamo stati controllati. Alle Mauritius potevano farci scendere tutti, abbiamo respirato la stessa aria, quindi siamo tutti infetti o tutti in salute. Noi italiani siamo stati trattati da profughi, uno schifo", spiega all'AGI Tamara, moglie e mamma di due adolescenti, che questa notte dormirà a Fiumicino e domani mattina partirà per Milano.E c'è anche chi attacca direttamente Alitalia. "Non ci hanno dato neanche l'acqua sull'aereo. Niente assistenza, uno schifo. Alitalia con me, con la mia famiglia, ha chiuso", afferma Ilde, torinese, che "vuole solo lasciarsi tutto alle spalle". Sul Coronavirus le opinioni si dividono. Molti hanno paura di tornare nelle proprie città, ma c'è anche chi è felice di riabbracciare i suoi cari.

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    Nuova aggressione ai danni di personale medico nel Palermitano. Vittima questa volta un medico in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Cimino di Termini Imerese, aggredito la scorsa notte a colpi di estintore da un paziente, che arrivato in ospedale avrebbe preteso di essere subito visitato. Dalle parole rapidamente l’uomo sarebbe passato ai fatti, colpendo il medico. "La brutale violenza che si è abbattuta su un professionista che stava facendo con scrupolo e impegno il proprio lavoro è il segnale dell’insopportabile clima che si respira in molte corsie di ospedale - sottolineano dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo - condanniamo con fermezza qualsiasi forma di sopraffazione anche verbale".  Dalla Direzione aziendale dell’Asp di Palermo è stata espressa al medico aggredito e al personale dell’ospedale la "massima solidarietà e il massimo supporto che manifesteremo in tutte le sedi competenti. Nel ringraziare il personale di vigilanza immediatamente intervenuto e le forze dell’ordine che hanno identificato e fermato il vile aggressore - conclude l’Asp - preannunciamo che ci costituiremo parte civile in un eventuale giudizio".

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    "Le sanzioni non servono a nulla. Per lo meno non a rovesciare governi ostili, più o meno democratici. Indeboliscono invece i più poveri e rafforzano divisioni ed estremismi. In un mondo sempre più globalizzato, sono dichiarazioni di guerra latenti, oltre che tentativi di colpi di Stato moderni dagli esiti grotteschi". Lo scrive Alessandro Di Battista nel suo reportage dall'Iran pubblicato sul 'Fatto quotidiano'. "La Rivoluzione islamica ha appena compiuto 41 anni e da 41 anni l’Iran è sotto sanzioni", scrive Di Battista spiegando: "L’Iran ha avuto il torto di non adeguarsi al sistema liberista e, per un Paese che detiene la quarta riserva mondiale di petrolio e, probabilmente, la prima di gas, ciò non è concesso"."Se è vero che l’Iran rifornisce di armi gli huthi in Yemen, non è altrettanto vero che l’Occidente vende armi all’Arabia Saudita che in Yemen ha fatto strage di civili? Il fatto è che i sauditi sono alleati, l’Iran no. I sauditi non sostengono la causa palestinese. L’Iran sì", scrive l'ex deputato del M5S che poi sottolinea: "Tuttavia il tentativo di isolare e indebolire l’Iran ha un altro obiettivo strategico per gli Usa: sanzionare la nuora affinché la suocera intenda. La suocera è la Cina". Per Di Battista, "di fronte a questo scenario, l’Europa si comporta da mediocre spettatrice, tra l’altro pagante, quando dovrebbe e potrebbe rappresentare un blocco geopolitico imbattibile, se solo esistesse davvero e non solo nelle teorie strampalate di chi grida 'più Europa' difendendo soltanto un club di finanzieri. Sono costoro i veri sicari del sogno europeo, altro che Nigel Farage". "Anche l’Iran, a parte tutte le critiche fondate, è vittima di fake news. Viene descritto come un Paese sull’orlo della guerra civile, con la fila di persone ai supermercati o alle pompe di benzina. Non è vero nulla", si legge ancora nel pezzo di Di Battista. "L’Iran va raccontato per intero, non solo quello che fa comodo al l’informazione mainstream. Invece si preferisce far credere che ci vivano milioni di terroristi o che sia un far west e non una terra da cui zampillano anche cultura e accoglienza. Senza una narrazione così pavida e parziale, nessuno tollererebbe più le sanzioni. Quelle sanzioni che rendono i popoli più vulnerabili e rafforzano il governo islamico, l’ipocrisia occidentale e i polpacci dei kulebar, gente dura che vorrebbe solo vivere in pace", conclude Di Battista.

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    Il governo impugna l'ordinanza delle Marche sulla chiusura di scuole e Università

    "Con la sua decisione unilaterale di firmare un'ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e Università della Regione Marche, il governatore Luca Ceriscioli si sfila dall'accordo che era stato raggiunto solo poche ore prima nel corso dell'incontro tra governo e Regioni tenutosi alla Protezione Civile e viene meno all'impegno preso con tutti gli altri Governatori che invece si stanno attenendo alle disposizioni concordate.L'accordo raggiunto questa mattina prevede infatti di uniformare le azioni di contrasto alla diffusione del coronavirus in tutti i territori definiti no cluster, ovvero non direttamente interessati dai focolai. In particolare, non prevede per questi territori, incluse quindi le Marche, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università". Lo affermano i ministri per gli Affari regionali, per l'Università e per l'Istruzione, Francesco Boccia, Gaetano Manfredi e Lucia Azzolina.Per Manfredi, Boccia e Azzolina "l'impianto dell'accordo, da cui prende vita l'ordinanza attesa nelle prossime ore, è stato condiviso anche dalla Conferenza delle Regioni. Con la sua decisione, Ceriscioli \- che peraltro nel corso della riunione di questa mattina non ha mai messo in discussione l'impianto dell'ordinanza - si sottrae a quel coordinamento e a quella condivisione fin qui proficuamente portati avanti dal governo insieme a tutte le Regioni e agli enti locali nel solo ed esclusivo interesse dei cittadini italiani".E ancora: "La sua decisione, peraltro, non trova riscontro in nessuna disposizione sin qui prevista dalle competenti autorità scientifiche che supportano l'azione del governo nella gestione di questa emergenza. Appare semmai del tutto sproporzionata, contraddicendo il principio di proporzionalità delle misure fin qui adottato dal governo. Pertanto, il governo procederà a impugnare attraverso l'Avvocatura generale dello Stato l'ordinanza della Regione Marche".

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    Oms in allerta: "Dobbiamo prepararci a una pandemia"

    L'epidemia di coronavirus ha causato finora 2.641 morti, sei dei quali in Italia. I casi di contagio accertati sono 79.436. "Dobbiamo prepararci per una potenziale pandemia", ha avvertito il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha definito "profondamente preoccupanti" gli improvvisi aumenti dei casi in Italia, Iran e Corea del Sud.Cresce quindi l'allarme per la diffusione del virus fuori dal gigante asiatico: in Corea del Sud i casi sono 833 (231 annunciati oggi) con sette vittime; in Giappone, 838 casi se si contano i 691 sulla nave crociera, con quattro vittime. Le vittime in Iran sono ufficialmente 12, ma secondo un deputato di Qom (smentito dal governo) la città santa considerata origine del focolaio, i morti sono già 50. Intanto i primi casi di contagio si segnalano in Kuwait, Bahrein, Afghanistan, Iraq. In Cina comunque sei province hanno abbassato il livello di allerta (la scorsa settimana, ad un certo punto, erano tutte e 31 le amministrazioni al livello piu' alto)."Fuori dalla Cina vi sono 2074 casi di Covid-19, in 28 Paesi. I morti sono 23", ha affermato il direttore generale dell'Oms. "Dobbiamo prepararci per una potenziale pandemia". Quanto al tasso di mortalità da Covid-19 "è tra il 2%-4% a Wuhan, in Cina e lo 0,7% fuori Wuhan". "Per le persone con malattia lieve, il tempo di recupero è di circa due settimane, mentre le persone con malattia grave o critica guariscono entro 3-6 settimane", ha aggiunto Ghebreyesus. In Cina l'epidemia avrebbe toccato il piccoL'equipe medica dell'Organizzazione mondiale della sanità, che si è recata a Wuhan, focolaio cinese dell'epidemia del Covid-19, ha raggiunto una serie di conclusioni sulla trasmissibilità del coronavirus, sulla gravità del Covid-19 e sull'impatto delle misure adottate. "Hanno scoperto che l'epidemia Covid-19 ha raggiunto il picco tra il 23 gennaio e il 2 febbraio e da allora è in costante calo. Hanno scoperto che non vi sono stati cambiamenti significativi nel Dna del coronavirus", ha affermato il capo dell'Oms.Per Bruce Aylward, capo della delegazione "le misure adottate dalla Cina per contenere il coronavirus hanno probabilmente evitato centinaia di migliaia di altri casi di contagio". "Il mondo è in debito con voi, avete trascorso un periodo eccezionale e continuate a viverlo", ha aggiunto Aylward.

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    Lo stilista americano Peter Nygard accusato di abusi sessuali su 14enni

    Un nuovo caso simile a quello che coinvolse Jeffrey Epstein scuote Manhattan: agenti dell'Fbi e della polizia hanno fatto irruzione a Times Square nel quartier generale della casa di moda di Peter Nygard, accusato di traffico sessuale. Gli investigatori hanno perquisito gli uffici in cerca di prove. Nygard, 78 anni, è finito sotto inchiesta dopo che quattro donne lo hanno accusato di aver abusato sessualmente di loro, nella sua residenza alle Bahamas, quando avevano 14 e 15 anni. Le accuse sono contenute in un fascicolo depositato al tribunale di Manhattan e che rilancia un nuovo caso di sfruttamento di ragazzine a New York, sette mesi dopo il suicidio di Jeffrey Epstein, il finanziere arrestato la scorsa estate con l'accusa di aver gestito un traffico di minorenni sottoposti ad abusi. Nygard è un canadese di origine finlandese, che ha costruito un impero nella moda, con un'azienda, fondata in Canada nel '67 e poi esportata negli Usa vent'anni dopo, che impiega dodicimila persone in tutto il mondo.​