Autonomia, domani vertice con Conte. Nodi beni culturali e risorse

Lsa

Roma, 22 lug. (askanews) - Domani, probabilmente nel pomeriggio, si terrà un nuovo vertice sull'autonomia differenziata coordinato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Dopo la questione della scuola, affrontata nella precedente riunione, i riflettori saranno puntati sulla materia dei beni culturali, in particolare sulle sovrintendenze. Poi, forse, passaggio al Consiglio dei Ministri di giovedì per una valutazione del quadro generale dell'autonomia, una sorta di cornice entro cui dovranno muoversi le richieste di autonomia delle singole regioni. Il tutto in uno scenario di governo nel quale si stanno accetuando le differenze di vedute tra Lega e M5s.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha ribadito oggi la centralità del Parlamento sul percorso di autonomia. "Le parti devono parlarsi e non insultarsi - ha detto -. Le parti sono le Regioni e il Governo". Poi il necessario passaggio parlamentare "serio, sostanziale. E se il Parlamento modifica le intese, perchè è suo diritto e dovere farlo, allora le intese torneranno a Regioni e Governo".

Le richieste di autonomia differenziata di Veneto e Lombardia puntano a trasferire dallo Stato alle Regioni anche le competenze in merito alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali, alla promozione e organizzazione di attività culturali. Le Regioni sostengono che il trasferimento delle competenze, e relative risorse, consentirebbe una gestione più efficiente dei beni culturali, che però rappresentano un valore per l'intero Paese.

Ma il tema che pesa di più su tutto è l'aspetto finanziario. Quanto costa l'autonomia e soprattutto chi la paga, sono domande per le quali non è ancora giunta una risposta, dopo la bocciatura di una prima versione delle intese che prevedeva il passaggio, entro tre anni, al calcolo della spesa media pro capite per le funzioni oggetto di trasferimento alle regioni. Un meccanismo che non avrebbe tenuto conto delle reali esigenze territoriali. Domani alla riunione saranno presenti anche i tecnici del Ministero dell'economia per affrontare anche questo tema. Altra questione da chiarire riguarda il fondo di perequazione, per consentire alle regioni più povere e con meno capacità fiscale di non restare indietro e disporre delle risorse sufficienti per garantire un livello adeguato di servizi.

Oggi si sono levate le voci dei governatori, dopo la lettera dei presidenti di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana, pubblicata sul Corriere. Fontana, in una trasmissione radiofonica, ha detto che non firmerà alcuna intesa se essa non dovesse prevedere l'autonomia finanziaria. Noi non chiediamo un euro in più, chiediamo che lo Stato ci trasferisca certe competenze che oggi svolge, con le risorse che oggi lo Stato spende competenze". Zaia ha tuonato: "il nostro progetto è serio. Non si creerà un Paese di seria A e uno di serie B. Questa è una brutta manfrina che non vogliamo più sentire". Nello Musmeci, governatore della Sicilia, ha chiesto che il premier Conti convochi tutte le regioni, perchè l'autonomia non è limitata al triangolo del Nord e gli effetti si avranno su tutte le regioni". Anche Giovanni Toti, governatore della Liguria, che pure spinge per l'autonomia, chiede a Conte di convocare tutte le regioni. "Il governo - ha sosteuto - ci convochi e chiarisca il quadro generale nel quale ci si muove".