Autonomia, Giovanardi: Dipartimento non ha smontato la riforma

Bnz

Venezia, 22 lug. (askanews) - "In primo luogo, non corrisponde al vero che il Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha "smontato" la riforma. Prova ne sia che l'unico rilievo che viene mosso alla norma finanziaria è quello attinente alla clausola della spesa media nazionale pro capite, che, nell'ipotesi contenuta nella proposta delle Regioni, dovrebbe trovare applicazione, in sostituzione della spesa storica, dopo tre anni dal varo della riforma nel caso in cui non si addivenga alla determinazione dei fabbisogni standard". Cosi' il prof. Andrea Giovanardi, docente di diritto tributario all'Università di Trento e membro della delegazione trattante della Regione del Veneto nel negoziato sull'autonomia differenziata ex art. 116 Cost., precisa rispondendo a un articolo apparso oggi sul quotidiano "La Stampa".

"La struttura della disposizione- prosegue il docente- che, in linea con l'art. 119 Cost., si fonda sull'utilizzo delle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali riferibili al territorio al fine di coprire la spesa (storica) relativa alle competenze oggetto di trasferimento, non ha subito alcun tipo di critica dai tecnici del Dipartimento.In secondo luogo, non corrisponde al vero che l'eventuale trasferimento di risorse connesso all'applicazione della spesa media risulterebbe ingiustificato, dato che vale proprio il contrario, nel senso che è ingiustificato che la spesa storica nelle materie trasferite sia più bassa nelle tre regioni richiedenti rispetto a tutte le altre regioni italiane. Il criterio della spesa media costituisce una sorta di pungolo per indurre il Governo a varare i fabbisogni standard, in un contesto in cui il criterio della spesa storica, universalmente riconosciuto iniquo, deve essere superato a tutti i livelli dell'ordinamento in forza di quanto previsto dall'art. 1 della legge n. 42 del 2009, di attuazione dell'art. 119 Cost. Stupisce poi la non documentata affermazione secondo la quale l'applicazione del criterio della spesa media implicherebbe un aumento della spesa in tutti gli altri territori: si assume in tal modo atteggiamento statico, dando per scontato che si debba continuare a tollerare che, per fornire gli stessi servizi, vi sia chi spende di più in altre parti del paese".

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