Autonomia, Guzzetta: "Scontro Calderoli De Luca? E' notevole la convergenza proposte"

(Adnkronos) - Nello scontro sull'autonomia differenziata fra il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli e il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, alla luce della proposta di intesa della regione Campania nel 2019 per l'attribuzione di ulteriori forme di autonomia della Regione "la cosa paradossale che vedo è la notevole convergenza tra la proposta di De Luca e le dichiarazioni del ministro Calderoli. Quando poi invece sento il dibattito pubblico sembra che in Italia sia stia scatenando la rivoluzione del sud verso il nord e viceversa. Questo non aiuta a un dibattito serio su un tema delicato, che tra l'altro corrisponde a una chiara indicazione costituzionale di cui ad articolo 116, introdotta più di 20 anni fa e su cui c'è stato anche un referendum dei cittadini". Ad intervenire con l'Adnkronos il costituzionalista Giovanni Guzzetta, professore di Diritto pubblico presso l'università di Roma Tor Vergata, che commenta: "Che in 20 anni non si sia fatto nulla mi sembra un altro di quei casi di inadempimento costituzionale di cui è pieno il regionalismo italiano. Basti pensare che l'articolo 119 sull'autonomia finanziaria delle regioni è a tutt'oggi praticamente inattuato. Forse, piuttosto che solleticare il proprio elettorato scagliandolo contro quello degli avversari, è venuto il momento che i responsabili delle istituzioni si siedano intorno ad un tavolo e discutano dei problemi concreti. Purtroppo vedo molta propaganda".

Quali sono gli elementi di convergenza che vede tra la proposta di Calderoli e quella di accordo preliminare della regione Campania firmata nel 2019 dal governatore, Vincenzo De Luca? "Mi pare evidente che siamo tutti d'accordo, come ha ribadito Mattarella, sul fatto che la Costituzione impone che siano garantiti dei livelli di prestazione minimi ed essenziali a tutti i cittadini indipendentemente dalla regione di appartenenza e sul dovere di definizione di questi lep, livelli essenziali di prestazioni - risponde Guzzetta - E' un punto su cui non solo tutti si dicono d'accordo. Ma c'è anche un preciso dovere a cui la Corte ha richiamato in Parlamento già con la sentenza 220 del 2021. Su questo terreno pare che qualcosa si muova, speriamo che si arrivi a risultati concreti".

"Altro punto di convergenza che io vedo - prosegue - è che malgrado venga detto il contrario, sia l'approccio del ministro Calderoli che quello della proposta De Luca ammettono che per il finanziamento dei trasferimenti di competenze, fermo restando la condizione a regime della previsione dei fabbisogni e costi standard, in una fase transitoria si possa procedere anche con riferimento alla spesa storica. Anzi - sottolinea il costituzionalista - da alcune dichiarazioni che ho letto di Calderoli sembrerebbe che sulla spesa storica il ministro sia ancora più cauto della proposta della regione Campania perché è vero che la proposta di intesa esclude in astratto che il criterio a regime sia quello della spesa storica ma prevede anche all'articolo 3 che in via transitoria esso possa venire applicato". Si legge all'articolo 3 della Proposta firmata da De Luca: "....fabbisogni e dei costi standard, calcolati in funzione dei livelli essenziali delle prestazioni come sopra definiti e non della spesa storica". ".... nelle more, e comunque non oltre il primo anno, l’attribuzione delle risorse finanziarie... avviene sulla base della spesa destinata a carattere permanente, fissa e ricorrente, a legislazione vigente, sostenuta dallo Stato nella Regione Campania, riferita alle funzioni trasferite o assegnate", punto questo in cui si ammette che sia utilizzata la spesa storica. (di Roberta Lanzara)