Autonomia, l’ira di Zaia e Fontana: “Ci sentiamo presi in giro”

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Sull’autonomia sembrava essere arrivato l’accordo con la vittoria del Movimento 5 stelle. Il nodo fondamentale da sciogliere era infatti quello legato all’istruzione, che resta unitaria. I primi a non essere soddisfatti della decisione e ad aver espresso il proprio disappunto sono stati Zaia e Fontana. Il primo, governatore del Veneto, ha tuonato: “Ci sentiamo presi in giro. Vedere il presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso verso tutti i veneti che hanno votato. Noi veneti siamo gente pratica e la misura è colma. Ho dei dubbi sul fatto che all’interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d’accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti”.

Autonomia, Zaia e Fontana contrari

Il governatore del Veneto non ha fatto sconti al premier, che poche ore prima aveva parlato di “significativi passi avanti”. “Siamo 5 milioni di veneti e 150 miliardi di Pil. Ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare. La finiscano di parlare di unità nazionale, secessione dei ricchi, paesi di serie A o B. Vogliamo solo che i virtuosi siano premiati”. Dello stesso avviso anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell’esito del vertice di oggi sull’autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le prossime sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l’intesa”.

“I governatori non avranno tutto”

Al termine dell’incontro, Giuseppe Conte, si è detto soddisfatto: “Sono lieto di annunciare che abbiamo fatto significativi passi avanti sulle autonomie. Intravediamo la dirittura finale, la settimana prossima c’è ancora qualche passaggio ma confido che si stia arrivando al portare questo provvedimento in Cdm. Era un impegno condiviso da M5s e Lega”. Parlando in particolar modo del nodo sulla scuola ha poi specificato: “Il modello della scuola è fondamentale e non può essere frammentato. I governatori non avranno tutto quello che hanno chiesto. Ma ci sta, è un negoziato tra Stato e Regioni. Continuerò all’inizio della settimana prossima con incontri ristretti”.