Autonomia, De Pascale (Upi): da Mattarella segnale chiaro

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Arezzo, 20 nov. (askanews) - "Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica ci danno grande forza: il suo sottolineare che la Repubblica si articola in Regioni, Province e Comuni e che nel percorso di attuazione dell' autonomia differenziata occorre ricomporre il quadro e la disciplina degli enti locali, delle Città metropolitane e delle Province deve essere un monito e una spinta a consolidare dal punto di vista istituzionale e finanziario questi enti" .

Lo ha detto il Presidente dell'Upi Michele de Pascale intervenendo all'Assemblea dei Presidenti di Provincia nell'ambito dei lavori dell'Assemblea ANCI in corso ad Arezzo.

"In queste due giornate di lavoro molti degli intervenuti hanno richiamato l'urgenza di chiudere la fase di indeterminatezza in cui da cinque anni si trovano le Province. Lo ha fatto il Presidente Decaro, ricordando l'importanza dei servizi che sono assegnati a queste istituzioni, lo ha sottolineato il Ministro dell'Interno che ha definito Province e Città metropolitane quali motori dello sviluppo locale.

"Abbiamo una occasione importante con il collegato alla manovra per la revisione della riforma delle Province - ha aggiunto de Pascale - su cui sentiamo forte l'impegno del Sottosegretario all'interno Achille Variati. Noi come Province, insieme ad Anci in maniera unitaria,  contribuiremo in maniera fattiva affinché questo percorso sia finalmente portato a conclusione e si riesca a semplificare il sistema, consolidando le funzioni delle Province e delle Città metropolitane  assicurando a questi enti la capacità di garantire prima di tutto strade efficienti e scuole superiori sicure, moderne e all'avanguardia. Ma serve il sostegno e l'impegno di Governo e Parlamento, che devono avere chiaro che risolvere l'incertezza dell'assetto di governo dei territori è indispensabile per garantire ai cittadini i servizi essenziali. Anche in vista dell'attuazione del regionalismo differenziato che ha bisogno di istituzioni locali forti, o rischia di lasciare indietro una parte del Paese, dalle aree interne alle comunità lontane dalle grandi aree urbane".