Autonomia, Stefani: non ci fermiamo, ai governatori l'ultima parola

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Roma, 24 lug. (askanews) - "L'intesa sarà chiusa quando i presidenti di Regione diranno sì alla controproposta elaborata dal governo. Tocca a loro l'ultima parola. Ho appena finito di parlare al telefono con il premier Conte. La volontà della Lega è di arrivare fino in fondo, l'autonomia non si ferma. Lui è d'accordo". Lo afferma la ministra degli Affari regionali Erika Stefani (Lega) in una intervista al Corriere della Sera.

Gli incontri di ieri sull'autonomia, spiega, sono saltati "per ragioni d'agenda, non politiche. Così mi ha assicurato Conte. Domani ci vedremo con il ministro della Cultura Bonisoli e all'inizio della prossima settimana con il ministro dell'Economia Tria. E il premier mi ha annunciato che fisserà un incontro con i presidenti di Veneto e Lombardia per valutare con loro il testo dell'intesa, prima dell'approdo in Consiglio dei ministri".

Lo scambio epistolare tra Conte e i governatori Zaia e Fontana, spiega Stefani, "mi ha fatto piacere, penso abbia fatto bene alla causa. Il confronto, anche aspro, chiarisce le posizioni in campo. La critica che spesso viene mossa alla riforma è di essere 'segreta': più trasparente di così! Lo scambio è oramai quotidiano, pubblico, apertissimo. Zaia e Fontana hanno fatto intendere che non stanno scherzando".

"La tensione - sottolinea Stefani - sta salendo e non solo nella Lega. Quando abbiamo fatto campagna per il referendum, in Veneto, accanto a me sul palco c'erano esponenti del M5S, di Forza Italia, perfino del Pd. Quando torno a casa, a Vicenza, non posso andare dal fruttivendolo senza che qualcuno mi domandi: 'Ma allora, l'autonomia?'. La speranza è diventata aspettativa, poi diritto e infine pretesa. Ora siamo alla diffida del popolo".

"Quello tra noi e il M5S non è un matrimonio fondato sull'amore ma su un contratto. Se non viene rispettato, è dura andare avanti. I fronti aperti sono tanti ma io sono fiduciosa, in un anno abbiamo dato risposte importanti al Paese e anche sull'autonomia essere arrivati a far incontrare premier e governatori la considero una vittoria. È una rivoluzione lenta, anche se a volte la trattativaèfrustrante", risponde alla domanda sulla possibilità che il governo cada.

Stdefani spiega che anche sulla scuola l'intesa non è fatta: "Mi ha infastidito il trionfalismo dei Cinque Stelle dopo quel tavolo, perché nelle occasioni precedenti nessuno aveva mai gridato alla 'vittoria della Lega', anche se ce ne sarebbe stato motivo. Sia chiaro: in quella sede io non ho avallato alcun compromesso. Da mediatore ho preso atto delle richieste del vicepremier Di Maio e del sottosegretario Giuliano. Le sottoporrò ai governatori, vedremo che diranno". Quanto alla norma finanziaria "senza quella non c'è autonomia, sarebbe come un condominio privo di fondamenta. Lì ci attende la vera trattativa, la più dura".