Autonomie regionali, legge quadro Governo pronta

BOL

Roma, 10 nov. (askanews) - Fabbisogni standard, obiettivi di servizio e livelli essenziali di prestazioni (Lep) definiti da un commissario per garantire minima omogeneità di servizi sul territorio nazionale; "perequazione infrastrutturale" che vincoli una quota dei fondi ordinari (compresi quelli di società pubbliche come Fs e Anas) a un riequilibrio in favore delle regioni più svantaggiate e, all'interno delle Regioni, delle province più svantaggiate; ripartizione equilibrata delle funzioni amministrative fra Regioni ed enti locali, in attuazione dell'articolo della Costituzione, così da evitare nuove forme di accentramento regionalista; possibilità per le Regioni di firmare subito con il governo gli accordi per il trasferimento delle nuove competenze e delle nuove risorse da mandare in Parlamento e avviare così un percorso ormai segnato e destinato a chiudersi,al più tardi, in un paio di anni. È pronta la legge quadro sulle autonomie che il ministro per le Regioni, Francesco Boccia, ha inviato venerdì sera ai Governatori e che Il Sole Ore anticipa oggi.

Due articoli - scrive Giorgio Santilli sul Sole 24 Ore - per un totale di nove commi che definiscono la griglia entro la quale si dovranno muovere Governo e Regioni per le intese sull'autonomia rafforzata prevista dall'articolo della Costituzione. Viene anche confermatol'attuale modello di perequazione delle risorse fra regioni cui per altro si era riallineato nell'ultima proposta anche il Veneto. La prima reazione alla bozza arriva proprio dal presidente del Veneto, Luca Zaia: "Così la bozza non è sottoscrivibile, ora faremo le valutazioni tecniche e poi andremo al confronto con il ministro".