Autostrade, Conte: “Introdurre regime più trasparente”

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Introdurre un regime più trasparente per evitare sperequazioni” è quanto auspicato da Giuseppe Conte nel corso di un’intervista in merito alla questione delle concessioni ad Autostrade. All’indomani dell’approvazione del milleproroghe, infatti “non si potranno più applicare norme di favore come quelle invocate da Atlantia, che anche in caso di grave inadempimento pretenderebbe un indennizzo di decine di miliardi. Non lo permetterò” ha detto il premier.

Autostrade: le parole di Conte

Secondo quanto detto dal premier, le nuove norme non creano problemi al sistema ma cercano di mettere ordine “in un contesto molto articolato, dove si sono create tante sperequazioni e tanti indebiti vantaggi per i privati“. “Ci metteremo a lavorare – ha detto il presidente del Consiglio – su questo e altri argomenti e decideremo insieme. Dovremo in ogni caso mettere prima a fuoco le priorità politiche e per me questo lo è“. Sull’ex Ilva il premier ha le idee chiare: “Abbiamo raggiunto un accordo sulla base di alcuni principi e obiettivi che ci ha consentito di rinviare le udienze prefissate e ottenere un mese di tempo per mettere a punto un efficace piano industriale“.

Di Maio: “Non c’è altra soluzione”

A parlare della questione relativa alla concessione ad Autostrade è stato anche il leader pentastellato Luigi Di Maio: “Abbiamo 43 vittime, delle famiglie che ancora piangono, indagini e perizie che ci dicono che Autostrade per l’Italia non ha provveduto alla manutenzione del Ponte Morandi nonostante fosse a conoscenza dei rischi. È gravissimo, non c’è altra soluzione alla revoca della concessione, mi sembra evidente“. Alla domanda se il Pd sia d’accordo Di Maio risponde: “Su questo tema il governo è compatto. La regola di chi sbaglia paga deve essere uguale per tutti“.

Atlantia ko in borsa

Tra i rischi che Aspi possa vedersi revocare le concessioni senza indennizzo, Atlantia affonda in Borsa. La holding di proprietà della famiglia Benetton ha preannunciato battaglia legale per scongiurare misure che decreterebbero il fallimento della società con pesantissime ripercussioni anche sulle controllate. Nella serata di lunedì è quindi arrivata una lettera al governo con la quale Autostrade chiede un maxi risarcimento tra i 23 e i 25 miliardi di euro che altro non fa che gettare altra benzina sul fuoco in un clima già sufficientemente incandescente.