Autostrade, Conte: revoca da decidere. Di Maio: no alternative

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Roma, 24 dic. (askanews) - Il destini di Autostrade nelle parole di Conte, Di Maio e della ministra De Micheli. In una intervista al Messaggero, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice, riguardo alla possibile revoca della concessione ad Autostrade, che è ancora tutto da decidere. "Non credo affatto che le norme introdotte nel decreto 'milleproroghe' creino problemi al sistema anche perché abbiamo disposto la revoca o la decadenza di nessuna concessione. Introduciamo un regime più uniforme e trasparente".

"Ricordo - continua Conte - che c'è una relazione della Corte dei Conti molto critica sul sistema delle concessioni che segnala squilibri che creano incertezza giuridica e che comunque avvantaggiano i privati e danneggiano lo Stato. C'era l'esigenza di intervenire per disciplinare, in caso di decadenza o revoca, procedimenti più trasparenti, che richiamino direttamente il diritto comune dei contratti pubblici".

Sul Corriere della Sera la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, dichiara a sua volta che sulla revoca della concessione ad Autostrade si deciderà a gennaio: non ci sarà "nessun esproprio proletario" assicura la ministra. "Nessuna nazionalizzazione o vendetta. Vogliamo solo che le regole siano uguali per tutti. E' così sbagliato in una democrazia liberale?".

Per Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo politico del M5S, non ci sono alternative alla revoca. In una intervista alla Stampa afferma: "Abbiamo 43 vittime, delle famiglie che ancora piangono, indagini e perizie che ci dicono che Autostrade non ha provveduto adeguatamente alla manutenzione del ponte Morandi nonostante fosse a conoscenza dei rischi. E' gravissimo, non c'è altra soluzione alla revoca della concessione, mi sembra evidente".

"Su questo - prosegue Di Maio - il governo è compatto e se qualcuno la pensa diversamente aspetto di ascoltare le loro motivazioni, sono curioso. Qui il punto è che non bisogna aver paura di combattere un colosso, lo Stato va protetto e la regola chi sbaglia paga deve valere per tutti".