Autostrade contro Toninelli per il no alla Gronda: "Così si perdono 6-10 anni"

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È ancora scontro fra Autostrade per l’Italia e Danilo Toninelli. Stavolta la polemica fra l’azienda del gruppo Atlantia e il ministro delle Infrastrutture riguarda la Gronda di Genova, all’indomani della pubblicazione dell’analisi costi-benefici secondo cui bisogna individuare altre opzioni per l’infrastruttura.

Secondo Autostrade “qualunque tipo di modifica del progetto farebbe ripartire da zero l’iter progettuale e autorizzativo della Gronda, causando un ritardo di 6-10 anni nella realizzazione dell’opera, determinando il rischio di affossarla definitivamente”. L’iter autorizzativo del progetto di Autostrade è già completato: il progetto definitivo è stato approvato dal Mit il 7 settembre 2017 e nell’aprile 2018 è stato approvato il relativo Piano di Convalida che ha definito gli aspetti finanziari dell’intervento. Si attende dallo scorso agosto l’ok politico sul progetto esecutivo, che consentirebbe di aprire subito i cantieri.

Intanto il Ministero dei Trasporti ha risposto con una nota alle accuse arrivate da Austrade per l’Italia: “Le dichiarazioni di Aspi riportate dalla stampa circa la Gronda sono venate di toni inaccettabili da parte di chi dovrebbe innanzitutto ricordare quali sono i rispettivi ruoli: da una parte c’è lo Stato concedente e dall’altra un concessionario privato che gestisce pro tempore un asset pubblico. Già solo questo dovrebbe suggerire atteggiamenti ben diversi”.  Tuttavia - si fa notare dal ministero - “l’obiezione di Aspi circa la non considerazione della liberalizzazione del tratto urbano della A10 è falsa, dato che di tale liberalizzazione si è tenuto conto nello studio”. “Quanto, infine, alla accusa di arbitrarietà della valutazione dei dati, questa è semplicemente resa impossibile dalla struttura comparata dell’analisi, che pone sullo stesso piano di valutazione tutte le alternative esaminate”, continuano le fonti del Mit. “Infine - si sottolinea - Aspi dimentica, o...

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