Autostrade, sentenza della Cassazione riattiva i tutor: nessun plagio

autostrade-tutor

Novità per il mondo delle autostrade, una sentenza della Corte di Cassazione ha riattivato il sistema tutor. A tirare un sospiro di sollievo è soprattutto Autostrade per l’Italia, il principale gestore autostradale del nostro Paese. Dall’aprile del 2018 Autostrade era stata infatti costretta a disattivare i tutor a causa di una sentenza della Corte d’Appello di Roma. All’epoca venne stabilito che il sistema tutor non potesse essere sfruttato dalla società, in quanto derivante dal plagio di un brevetto della fiorentina Craft.

Autostrade, sentenza della Cassazione riattiva i tutor

Stando ad un comunicato emanato da Aspi – Autostrade per l’Italia, il sistema tutor dovrebbe essere riattivato in tempo per il controesodo estivo. Sempre Aspi riporta inoltre come nell’emettere la sentenza la Cassazione abbia riscontrato l’infondatezza delle motivazioni per le quali i tutor erano stati disattivati dalla Corte d’Appello di Roma nell’aprile 2018.

Nella sentenza dello scorso anno veniva affermato come il sistema tutor violasse la proprietà intellettuale di un analogo dispositivo, progettato dalla società fiorentina Craft. Per poter ovviare al verdetto della Corte, all’epoca Autostrade attivando un sistema tutor alternativo. Con questo sistema alternativo tuttavia, nell’ultimo anno la società ha potuto monitorare solo 420 chilometri di autostrade. Una differenza netta contro i 2.500 chilometri presidiati prima della sentenza della Corte d’Appello.

I risultati del sistema tutor

Nel periodo in cui operava a massimo regime, il sistema tutor aveva consentito di ridurre considerevolmente gli incidenti mortali sui tratti monitorati. Essi erano infatti calati del 50% rispetto ad altri tratti invece non presidiati dal sistema. Questo, assieme ad altri interventi di messa in sicurezza, aveva contribuito a ridurre gli incidenti mortali a meno di un quarto. Autostrade per l’Italia ha poi dichiarato come la propria rete sia l’unica al mondo con un sistema di gestione delle velocità progettato interamente dal gestore stesso.

Nel finale del comunicato, Aspi conclude affermando: “La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade per l’Italia e la non brevettabilità di sistemi matematici noti, facendo giustizia delle accuse rivolte alla società e riprese anche da alcune popolari trasmissioni televisive. La sentenza dimostra inoltre la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale”.