Autovelox legali o illegali? Potrebbe cambiare tutto: ecco perché

Autovelox illegali: una petizione per impedire che vengano legalizzati (Photo by Frank Bienewald/LightRocket via Getty Images)
Autovelox illegali: una petizione per impedire che vengano legalizzati (Photo by Frank Bienewald/LightRocket via Getty Images)

Gli autovelox non omologati potrebbero essere legalizzati, e i cittadini potrebbero vedersi elevare multe per eccesso di velocità per colpa di dispositivi "sballati". A lanciare l'allarme è una petizione lanciata su Change.org, che finora è stata sottoscritta da oltre 89mila persone.
Il problema è che, senza omologazione, un dispositivo può rilevare una velocità errata, a discapito degli automobilisti che in ogni caso dovranno pagare multe salate. Finora, chi riceveva multe elevate dagli autovelox, poteva contestarle proprio puntando sulla mancata omologazione dei dispositivi. Con la nuova modifica al codice della strada, che deve essere ancora varata, si vorrebbe invece legalizzare di fatto tutti gli autovelox non omologati secondo le norme di legge. Attualmente, infatti, in Italia gli autovelox sono esclusivamente approvati.

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Ma qual è la differenza tra autorizzazione e omologazione? La procedura di omologazione viene effettuata una tantum, prima della commercializzazione dell'autovelox e serve a verificare se il modello sottoposto a tale procedura rispecchia una serie di prescrizioni e caratteristiche tecniche e funzionali descritte dal codice della strada.

L’approvazione, invece, è un processo semplificato: viene effettuata quando l'autovelox sopposto a verifica non rispecchia le caratteristiche tecniche e funzionali previste sempre dal codice della strada.

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Gli autovelox solo autorizzati potrebbero, quindi, elevare multe anche quando non c'è la violazione al codice della strada. Da qui una mole di ricorsi che da un bel po' di anni intasano i tribunali italiani. Già nel 2015 la Corte di Cassazione aveva dichiarato che l’affidabilità dell’autovelox si basa sulla presenza di omologazione e taratura. Sentenza che è stata confermata dai supremi giudici romani il 17 marzo scorso, quando hanno ribadito che gli autovelox devono essere non solo autorizzati ma anche omologati.

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Il tribunale supremo si è pronunciato sul caso di un automobilista fermato e multato da una pattuglia della polizia dopo che, alla misurazione elettronica, era risultato un eccesso di velocità. Il cittadino ha presentato ricorso presso il foro di Alessandria, dove ha sostenuto che l'apparecchio utilizzato per la rilevazione fosse approvato ma non omologato. Il giudice di Alessandria gli ha dato torto, dal momento che l'autovelox, pur non omologato, era stato comunque approvato e la polizia era intervenuta con una contestazione immediata. L'automobilista ha, però, presentato ricorso contro la sentenza e, alla fine, il caso è arrivato in Cassazione.

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I giudici romani hanno bocciato la sentenza del tribunale di Alessandria, riferendosi alla sentenza del 2015 dove veniva dichiarato illegittimo l'art. 45, comma 6, del codice della strada in cui non è previsto che le apparecchiature utilizzate per la misurazione della velocità vengano sottoposte a periodici controlli di taratura e funzionalità.

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Nonostante le sentenze della Cassazione, il Governo, considerata l'enorme mole di ricorsi contro le multe nei tribunali italiani, vorrebbe sanare la situazione considerando le apparecchiature approvate al pari di quelle omologate. In questo modo, però, a farne le spese sarebbero i cittadini, che potrebbero ricevere sanzioni per violazioni al codice della strada mai fatte, ma elevate dai comuni e dalla polizia solo per fare cassa.

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