Autunno, meteo può cambiare a ottobre e novembre: ecco perché

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I mesi autunnali rappresentano dal punto di vista climatologico il periodo delle "grandi piogge" sull'Italia con eventi talvolta calamitosi, le famigerate alluvioni lampo, a causa di precipitazioni abbondanti concentrate in pochissimo tempo. Quest'anno c'è un fattore in particolare che potrebbe influenzare l'andamento della stagione: stiamo parlando del fenomeno della Niña.

Nel dettaglio, evidenzia Mattia Gussoni di ilmeteo.it, il fenomeno della Niña indica sostanzialmente un raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico centrale ed orientale che, di frequente, influenza il clima del nostro Pianeta. Dall'ultimo rilevamento della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), la temperatura superficiale delle acque dell'Oceano Pacifico (settembre 2021) era inferiore di circa 0,5°C rispetto alle medie e, a quanto pare, nei prossimi mesi la tendenza dovrebbe continuare al ribasso (-1,2°C).

La Niña è capace di interessare con i suoi effetti l'intero globo terrestre, con esiti anche opposti. Essa produrrà infatti un'area di alta pressione piuttosto robusta su Oceano Atlantico orientale, Stati Uniti e Canada: qui verosimilmente avremo poche piogge e rischio di incendi, specie in California. Contemporaneamente, genererà un'area di bassa pressione stazionaria tra Alaska, Groenlandia e Islanda, con il rischio di avere vortici ciclonici in discesa da latitudini polari verso l'Europa.

Quali potrebbero essere le influenze concrete sul clima in Europa e in Italia?

E' ipotizzabile che un ritorno della Niña possa incrementare l'ingresso di numerose perturbazioni in discesa dall'Atlantico le quali non troverebbero alcun ostacolo da parte di un'alta pressione che potrebbe invece rifugiarsi sul Nord Africa. Da valutare attentamente poi la possibile interazione tra queste correnti fredde ed instabili e le acque dei nostri mari ancora piuttosto calde (tanta energia in gioco = carburante per eventi meteo estremi) a causa di temperature ben oltre le medie climatiche: un mix potenzialmente molto pericoloso.

A confermarlo sono le ultime proiezioni del Centro Europeo e di AccuWeather, che pongono l'attenzione in particolar modo sull'Italia per il serio rischio di eventi alluvionali.

Il timore è che l'ingresso di masse d'aria in discesa dal Nord Europa possa incrementare e favorire la genesi di cicloni mediterranei, ovvero vaste aree depressionarie che si formano sui nostri mari: queste strutture atmosferiche possono perdurare per diversi giorni, provocando piogge battenti con cumulate di oltre 200/300 litri per metro quadrato in pochissimo tempo e mareggiate lungo le coste più esposte.

Queste saranno le configurazioni da monitorare attentamente in quanto rappresentano un serio rischio per molte zone del nostro Paese.

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