Avastin-Lucentis, oculisti SOI: responsabilità torni al medico -2-

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Roma, 20 nov. (askanews) - "Le indicazioni della Regione Lombardia non tengono conto che gli ospedali non sono assicurati nei confronti delle possibili complicanze dell'uso fi terapie off label", puntualizza ancora il dott. Piovella, "la stessa Regione, così come lo Stato, nel momento che si arrogano il diritto di imporre una "terapia di stato" devono accollarsi i costi e garantire i rimborsi per qualsiasi danno ne possa derivare".

Al di là delle questioni tecniche, la SOI ha a cuore la sorte dei malati: "Il problema reale è che un terzo delle persone sopra i 70 anni soffre di degenerazione maculare: il 70% dei pazienti italiani non ha accesso a cure adeguate andando inevitabilmente incontro alla perdita della vista". Infatti in Inghilterra, Germania e Francia l'anno scorso sono state effettuate oltre un milione di iniezioni intravitreali. Rispetto a solo 300.000 effettuate in Italia. "Noi - ha chiarito Piovella - abbiamo la responsabilità di tenere i riflettori puntati su questa situazione inaccettabile che denunciamo ormai da molti anni, nel silenzio assordante di chi ha la responsabilità di intervenire istituzioni comprese".

Quali proposte pone sul tavolo la SOI per uscire dall'impasse? "Dobbiamo far uscire questi farmaci dalla fascia H, cioè dagli ospedali, permettendone così a tutti i 7000 oculisti italiani di erogare le corrette terapie a tutti quanti ne hanno bisogno, così come avviene in tutto il resto del mondo - conclude - oggi incredibilmente solo 150 medici oculisti italiani che operano in fantomatici centri di eccellenza ospedalieri devono farsi carico delle terapie per centinaia di migliaia di persone con il risultato di penalizzarne ben il 70%. Incredibile".