Avrebbero incassato indennizzi sul blocco della pesca ma erano solo lagunari rivieraschi

GdF (l'immagine è generica) in azione ad Oristano
GdF (l'immagine è generica) in azione ad Oristano

Un vero blitz anti frode della Guardia di Finanza che ha denunciato ben 92 pescatori in Sardegna. Cosa avrebbero fatto? Secondo le risultanze di una articolata indagine condotta dagli uomini delle Fiamme Gialle i denunciati avrebbero incassato indennizzi sul il blocco della pesca ma erano solo lagunari rivieraschi. Che significa? Che nelle loro tasche sarebbero finiti i rimborsi dello Stato italiano per una attività che loro comunque ed in ogni caso non potevano svolgere e rispetto alla quale non rientravano quindi nella categoria degli aventi diritto all’indennizzo.

La Guardia di Finanza denuncia 92 pescatori

Sono queste le risultanze dell’operazione battezzata dagli operanti con il nome di “Promontory’s funds”. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno agito sulla scorta dei profili penali ipotetici di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Ad operare nello specifico sono stati i  finanzieri della Sezione Operativa Navale di Oristano.

La “scusa” delle esercitazioni navali

In pratica i denunciati in Sardegna hanno incassato indennizzi per il blocco della pesca in mare. Quei blocchi erano stati determinati dalle esercitazioni militari nel periodo 2015 – 2019 al poligono di Capo Frasca, nell’Oristanese. E la somma frodata? Oltre 1.600.000 euro, con un centinaio di pescatori facenti parte di tre cooperative che non avrebbero potuto neanche arrivare in mare perché operavano con piccole barche a remi nella vicina laguna.

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