Avventura al nord per le Caretta Caretta: colpa del riscaldamento globale

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Sono delle piccole pioniere, lontane dai luoghi dove abitualmente albergano.
In generale, le tartarughe Caretta Caretta si riproducono nei più caldi mari dello Ionio e del Mediterraneo meridionale.
Al sud dell'Italia, le coste ospitano molti nidi ma è la prima volta che è stata registrata la schiusa di 9 tartarughe marine a Jesolo.

"La particolarità di questo nido è che è il primo registrato in letteratura in Veneto, il più a nord del Mediterraneo e il più a nord dell'intero pianeta", dice il veterinario Guido Pietroluongo, coordinatore e responsabile del nido di tartarughe di Jesolo e membro del CERT, il Cetacean stranding Emergency Response Team dell'Università di Padova.

I ricercatori dell'Università di Padova hanno aiutato le Caretta Caretta a raggiungere il mare.

La corsa al nord, rispetto ai siti più temperati, ha conosciuto un'altra nidificazione, quella che ha portato alla nascita di esemplari di Caretta Caretta a Finale Ligure.

Un fenomeno legato all'inesorabile riscaldamento globale: "L'aumento delle temperature del mare, che avviene da decenni, produce migrazioni, movimenti, colonizzazioni di nuove specie (specie aliene), che vengono portate qui dalle barche o dalle correnti attraverso i molti punti di accesso al Mediterraneo. E, naturalmente, il riscaldamento globale può influire su eventi mai stati registrati prima, come la nidificazione delle tartarughe marine Caretta Caretta" spiega Pietroluongo.

Le tartarughe Caretta Caretta sono inserite nella Lista Rossa IUCN: sono considerate specie a rischio, minacciate dalla pesca, l'inquinamento e lo sviluppo costiero.

L'aumento delle temperature ha anche un effetto sulle covate, alterando il rapporto tra i sessi e portando alla nascita di più femmine.

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