Avviso di garanzia per Pirozzi: "Ma non riuscirete a distruggermi"

Red

Roma, 9 feb. (askanews) - "Mi sembra chiaro e lampante che qualcuno vuole distruggere un uomo, ma non ci riusciranno. Sugli aspetti tecnici vedremo, ma a buon intenditor poche parole. Prima ti ignorano, poi ti deridono e poi ti combattono". Sergio Pirozzi non lascia spazio a dubbi con queste parole pronunciate nel pomeriggio nel corso di una conferenza stampa a Roma, l'obiettivo affrontare di petto la notizia dell'avviso di garanzia, notizia giunta questa mattina. Facendo un passo indietro la vicenda riguarda il crollo di un edificio ad Amatrice distrutto dalla prima scossa, quella del sisma del 24 agosto del 2016, a morire sotto le macerie sette persone. Sono nove in totale le persone indagate e oggi Pirozzi è tornato indietro a quella notte di agosto. Ha ricordato, tappa dopo tappa, tutte le decisioni prese e le mosse messe in atto appena dopo il terremoto definendosi "colpevole" e "orgoglioso".

"Sono colpevole di aver causato il più grande terremoto paragonabile a quello del 1915 ad Avezzano come certificato dall'Ingv, di questo sono colpevole. Però, lo dico ai miei figli, sono orgoglioso - ha detto - di aver immediatamente dato la notizia ai media che il mio paese non c'era più. Sono orgoglioso di aver voluto l'elisuperficie che ha salvato tante vite umane. Sono orgoglioso di aver detto immediatamente alla protezione civile che non doveva stare solo ad Amatrice, ma anche andare anche a Sant'Angelo, a Sommati, a Saletta, dove c'erano altre vittime. Sono orgoglioso - e lo dico ai miei figli - di aver fatto immediatamente chiudere il metanodotto e sono orgoglioso di aver fatto aprire l'invaso del lago Scandarello e sono orgoglioso di aver fatto portare la nafta perchè l'elisuperficie non era illuminata".

Una giornata agitata per Pirozzi che ha voluto incontrare i giornalisti, parlare subito di quanto accaduto sottolineando però: "Noto con stupore che un magistrato che va in pensione il primo marzo oggi notifica al sottoscritto un avviso di indagini preliminari che non significa colpevolezza. Io sono colpevole solo di aver assistito alla devastazione della mia comunità e di tanti amici". E questa mattina è giunta immediata la solidarietà del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Garantista sempre e con tutti. Auguri a Sergio, saprà dimostrare la sua estraneità" ha scritto in una nota. Solidali col primo cittadino di Amatrice anche i sindaci d'Italia.

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