Avvocati, Censis: tassi di crescita da "zero virgola" -3-

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Roma, 3 ott. (askanews) - Al primo posto tra le cause che, secondo gli italiani, stanno alla base del fenomeno del rancore in Italia si colloca la giustizia, che favorirebbe ricchi, privilegiati e spregiudicati: lo pensa il 25%. Seguono la crescente disuguaglianza nei redditi e nelle opportunità di lavoro (23,7%), una burocrazia inefficiente e costosa (18,4%), l'ingresso incontrollato di stranieri all'interno dei confini nazionali (15,5%). Molto più contenuta è la quota di coloro che assegnano alla perdita di sovranità nei confronti dell'Unione europea la causa del risentimento (5,5%).

Il 62,6% degli avvocati non trova realistico uno scenario di progressiva sostituzione delle funzioni oggi esercitate dai professionisti da parte di algoritmi e piattaforme, e guarda invece alle opportunità che possono venire dalle tecnologie digitali. Nel rapporto con l'Europa si riscontra un certo grado di scetticismo: il 32,1% crede che non sia stato creato uno spazio di collaborazione tra i diversi sistemi giuridici nazionali guidato dalle istituzioni europee, mentre il 27,3% insiste sulla necessità di rafforzare la condivisione degli interessi degli avvocati come elemento di spinta al processo di integrazione europea.

Il basso livello di educazione alla legalità dei cittadini viene indicato dagli italiani come fattore che condiziona negativamente l'efficacia della giustizia (32%). Tra i rischi che un cittadino può correre suo malgrado nel rapporto con la giustizia, il 57,4% indica l'errore giudiziario, il 42% il rischio di poter essere coinvolto in un'indagine pur essendo totalmente estraneo ai fatti. Un terzo degli italiani sottolinea la possibilità di essere intercettato e il 20,5% la diffusione sui media di materiali riservati durante le indagini.