Avvocato Matteo Brigandì: la Lega chiede 2,1 milioni di euro di danni

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L’avvocato della Lega Domenico Aiello, ha avanzato la richiesta di 2,1 milioni di euro di danni a Matteo Brigandì, storico legale in passato del Carroccio e dell’ex leader Umberto Bossi. L’udienza ha avuto luogo oggi, giovedì 17 Ottobre 2019: l’ex parlamentare leghista è imputato per patrocinio infedele e autoriciclaggio. Inoltre, il pm Paolo Filippini ha chiesto per l’ex legale del partito una condanna a 2 anni e 3 mesi. La sentenza è prevista per giovedì 31 Ottobre 2019.

Secondo Repubblica, l’avvocato Brigandì è accusato di essersi reso “infedele ai suoi doveri professionali”, per aver omesso “di denunciare il proprio conflitto di interessi” in relazione a un decreto ingiuntivo di 1,9 milioni da lui stesso richiesto nel 2004 ed eseguito nel 2012 come compensi per la sua attività nei confronti del partito e di aver continuato a rappresentarlo nelle aule di tribunale.

Avvocato Matteo Brigandì

Brigandì avrebbe anche trasferito “la somma di 1,67 milioni” su un conto di una banca in Tunisia. Per questo motivo è accusato di autoriciclaggio. Durante l’udienza presieduta dal giudice della decima penale Chiara Valori, i legali di Brigandì, Paparozzi e Iorio, hanno provato a far valere un legittimo impedimento per motivi di salute con un certificato in francese mandato dalla Tunisia. Il giudice Valori ha rigettato l’istanza.

La requisitoria esposta dal giudice ha parlato di “una strategia chiara da parte di Brigandì per precostituirsi una sorta di ‘tfr’ non formalizzato per la sua uscita dal partito, appropriandosi in pratica di quasi 2 milioni di euro”. Inoltre, si è anche evidenziato il “suo iperbolico conflitto di interesse, perché da difensore ha difeso se stesso e ha fatto causa all’ente di cui era, allo stesso tempo, procuratore legale”.