Azerbaigian, domani si ricorda il Gennaio Nero

Red/Fco

Roma, 19 gen. (askanews) - Il 20 gennaio è una data passata alla storia in Azerbaigian come Gennaio Nero. Nella tarda notte del 19 Gennaio 1990, senza dichiarare lo stato d'emergenza nella capitale dell'Azerbaigian, per ordine di Mikhail Gorbachev, allora presidente dell'Unione Sovietica, circa 30mila soldati dell'esercito sovietico si avviarono verso Baku. Un'operazione militare di vasta scala, volta a colpire gli abitanti disarmati, progettata dalle forze speciali del Ministero della Difesa, del Ministero degli Interni e del Comitato della Sicurezza Statale dell'Unione Sovietica.

Scopo principale dell'ingresso delle truppe a Baku e in altre città del Paese, era imporre alla popolazione il silenzio, per mezzo del soffocamento delle manifestazioni pacifiche iniziate contro la politica unilaterale sul conflitto armato armeno-azerbaigiano del Nagorno Karabakh, condotta dal governo sovietico.

Come risultato dell'operazione contro una popolazione disarmata e pacifica, 147 persone furono uccise, 774 ferite, 841 legalmente imprigionate. Il destino di molti scomparsi rimane ancora ignoto. Tra le vittime ci furono donne, bambini e anziani, così come addetti alle ambulanze.

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