Azienda e artisti, da Vulcano una residenza di contaminazioni

Lme

Marghera, 6 dic. (askanews) - Uno spazio aziendale, la nuova sede dell'agenzia creativa Vulcano di Venezia Marghera, che si apre a quattro giovani artisti per offrire prima una residenza studio di due mesi, e poi una esposizione dei loro lavori. E' il progetto "Fuori dal vaso", che presenta opere pittoriche di Beatrice Gelmetti, Adelisa Selimbasic, Mattia Sinigaglia e Francesco Zanatta. Abbiamo chiesto a Nico Covre, direttore creativo di Vulcano e co-curatore della mostra, che cosa significa una scelta di questo tipo per una azienda. "Sicuramente - ci ha risposto - è un atto di coraggio, da cui il titolo, 'Fuori dal vaso', che vuole essere una dichiarazione della volontà di Vulcano di fare dei progetti di ricerca che escono dai binari della canonicità".

Interessante soprattutto il modo in cui la pratica degli artisti si è sviluppata e ha dialogato con l'ambiente di lavoro, in una conversazione che l'atlro curatore, Daniele Capra, ha posto a un livello di scambio reciproco. "I tempi della pittura - ci ha detto - sono fatti di lavoro e riscritture dell'opera, per cui questa è la fase finale di tanti stadi che si sono succeduti, e questa modalità corrisponde a quello che succede nei progetti di design, nei quali le persone continuano a riscrivere, a reimmaginare i progetti che la committenza ha affidato loro".

Per Vulcano, che non ha tenuto per sé nessuna delle opere realizzate nella residenza, lasciandole tutte al mercato, è stato importante rompere sia l'isolamento dello studio classico dell'artista sia quello mentale di chi in azienda deve solo svolgere il proprio lavoro istituzionale. Qui i dipendenti sono stati esplicitamente invitati anche a fare altro.

"Questo progetto - ha aggiunto Covre - è significativo per Vulcano perché da un lato inaugura il suo nuovo spazio, che sarà deputato a eventi d'arte, ma ospiterà anche shooting ed eventi legati al mondo business, dall'altro soprattutto perché ha voluto innescare un processo di contaminazione con le persone che lavorano in Vulcano".

E poi c'è la pittura, linguaggio sulla cui perdurante contemporaneità il dibattito è destinato a restare sempre irrisolto, ma che poi, nei fatti, continua ad avere una sua intensità.

"L'idea è che la pittura - ha concluso Capra - sia assolutamente onnivora, che si possa fare in qualsiasi modalità e con qualsiasi tipo di materiale. Un aspetto importante è che per gli artisti la parte figurativa e quella astratta o gestuale si sovrappongono continuamente, non c'è più alcuna differenza, come è stato per le avanguardie del Novecento, per cui un linguaggio conduce ad altro".