Azienda tamponi: ne vendiamo 10 mln a settimana, non scarseggiano

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Milano, 20 mar. (askanews) - Ne vendono a un ritmo di 10 milioni a settimana in tutto il mondo. Dalla Svizzera alla Cina, che per prima ha richiesto forniture per far fronte all'emergenza Coronavirus. Sono i tamponi prodotti dalla bresciana Copan Diagnostics, azienda finita al centro delle polemiche per una fornitura da 500mila pezzi all'America. L'azienda, che è tra i principali produttori al mondo di sistemi di prelievo e conservazione per la microbiologia, nelle ultime settimane ha venduto ai centri di costo italiani un milione di tamponi e ritiene che per questi prodotti medicali non ci sia un problema di carenza. "Dall'inizio dell'epidemia, ad oggi, in Italia sono stati effettuati circa 200.000 test, che è il massimo che si riesce a fare. È evidente che in Italia i tamponi non scarseggiano, tanto che non sono soggetti ad alcuna restrizione all'export, diversamente da altri articoli per uso medicale", fa sapere l'azienda.

Oltretutto, spiega ancora, "quello che noi produciamo è solo il dispositivo di prelievo del campione; altre aziende nel mondo si occupano di produrre e commercializzare i test diagnostici a cui i tamponi sono sottoposti in laboratorio". Per capire se c'è positività al virus, il primo step dell'analisi è un tampone nasale, che si effettua con uno strumento che assomiglia molto ai cotton fioc. "Una volta prelevato il campione - prosegue - il cotton fioc viene messo in una sorta di provetta con liquido di trasporto (reagente) che aiuta a trasportare correttamente il campione prelevato in laboratorio dove viene sottoposto a un test di biologia molecolare. Noi produciamo solo questo kit (tampone e provetta con liquido di trasporto)".

Questa tipologia di tamponi viene prodotta a Brescia dalla Copan dal 2005 e viene utilizzata per rilevare la positività a tutti i tipi di virus. La quantità prodotta, spiegano dall'azienda, solitamente varia in base alla stagione infuenzale. Con lo scoppio dell'emergenza Coronavirus la produzione di questi tamponi è aumentata fin quasi al limite della capacità produttiva dell'azienda.

Rispetto alla commessa americana, Copan, che afferma di esportare da decenni negli Stati Uniti mediante distributori, che servono sia il settore pubblico sia il privato, ha spiegato che "non c'è stata nessuna operazione in sordina, la merce è stata regolarmente sdoganata e ceduta a prezzo di mercato, Copan non ha venduto ad alcun governo. E, soprattutto, nessun tampone è stato tolto ai bresciani, ai lombardi, agli Italiani o agli Europei". La scelta di un un cargo militare per trasportare urgentemente la spiegano con la "scarsità di aerei-merci e l'acuirsi della crisi Coronavirus" che avrebbero spinto "il governo USA ha organizzare un ponte aereo. Altre spedizioni sono state programmate nella stessa modalità, anche perché la quantità inviata non è certo impressionante rispetto alla popolazione e soprattutto al numero di test che possono essere effettuati settimanalmente nei laboratori Nordamericani".