Aziende tedesche senza gas russo, Habeck: "preparati a questa eventualità"

L'energia viene sempre più spesso usata come un'arma di ricatto, e per Mosca forse è perfino più efficace di cannoni e carri armati schierati sul campo di battaglia.

A dirlo è il Ministro tedesco per l'Economia e la protezione del Clima, Robert Habeck, che al Bundestag ha dovuto riferire in merito alle controsanzioni imposte da Mosca alle compagnie energetiche straniere: una mossa che per il ramo tedesco di Gazprom - fino a qualche settimana fa simbolo di una fiorente cooperazione energetica tra Mosca e Berlino - significa il taglio completo delle forniture.

"Monitoriamo Ia situazione - ha detto il ministro - ma il mercato può compensare il gas che non arriva dalla Russia. Il mercato offre altre alternative. Ci siamo preparati a questa situazione"

Di recente, nel corso di un incontro avvenuto a Berlino proprio con Habeck, l'omologo ucraino Dmytro Kuleba aveva invitato le aziende tedesche a ritirarsi dalla Russia e a trasferire le loro attività in Ucraina.

Secondo Habeck, comunque, nell'abbandono delle fonti energetiche russe il governo tedesco vedrebbe addirittura un'opportunità per il futuro in termini di politica ambientale.

"C'è una linea diretta tra l'addio ai combustibili russi e l'addio totale ai combustibili fossili. E questo significa espandere le energie rinnovabili".

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