Ucraina, combattenti Azovstal: "Arrendersi non è un'opzione"

(Adnkronos) - Le forze armate russe stanno continuando a bombardare le acciaierie Azovstal a Mariupol, nel sud dell'Ucraina, e stanno cercando di fare irruzione nell'impianto. Lo ha detto il capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vice comandante del reggimento Azov asserragliato nelle acciaierie a Mariupol, nel corso di una conferenza stampa. "Arrendersi non è un'opzione perché loro non sono interessati a preservare la vita", ha aggiunto. ''Abbiamo ancora l'acqua, abbiamo ancora munizioni e combatteremo fino a che non riusciremo a cambiare questa situazione'', ha dichiarato il responsabile dell'intelligence del reggimento, Ilya Samoilenko.

Difendere Mariupol è ''un dovere. Si può combattere in due modi: come si può e come si deve. Noi difenderemo Mariupol come dobbiamo'', ha aggiunto, sottolineando che sono ''più di 25mila le persone che sono morte a Mariupol, in gran parte civili'', nel sud dell'Ucraina, assediata dalle forze armate russe.

"Il nostro morale è ancora alto", ha dichiarato ancora Samoilenko. ''Tutto il mondo ci guarda'' perché ''siamo diventati il simbolo della resistenza armata'' e per questo ''combatteremo fino alla fine, non possiamo arrenderci'' perché ''sarebbe un grande regalo per il nemico''.

"Il 95% dei soldati evacuati all'ospedale da campo Azovstal è sopravvissuto grazie all'abilità dei medici, ma ora stanno ancora morendo per mancanza di farmaci e condizioni adeguate", ha spiegato. "Grazie ai medici sono vivi, ma per quanto tempo?", si è chiesto Samoilenko, spiegando che la maggior parte dei combattenti "ha la possibilità di mantenere il contatto con le proprie famiglie. Siamo felici per il loro supporto e la dimostrazione del loro amore per noi. Un giorno ci incontreremo con le nostre famiglie e i nostri amici e festeggeremo insieme la vittoria, ma dobbiamo ancora combattere per ottenere la vittoria".

Il Battaglione Avoz non ha poi confermato che tutti i civili sono stati evacuati dall'impianto, come hanno riferito ieri le autorità ucraine e quelle russe. ''Non possiamo confermare che tutti i civili siano stati evacuati'', ha detto Palamar. "Abbiamo bisogno del supporto unito di tutti i governi europei".

"I difensori di Mariupol potranno davvero salvarsi, se il nostro comandante in capo non commetterà errori nella difesa delle regioni del Sud", ha aggiunto Samoilenko, spiegando di riferirsi a "Kherson, Berdyansk e Melitopol. Il problema principale è l'occupazione di queste città".

"Siamo militari, il nostro lavoro - ha sottolineato - è difendere il Paese, eseguire gli ordini e risolvere i problemi. Qui abbiamo un compito davvero serio: difendere la città. Facciamo un grande lavoro e speriamo di essere salvati, anche se a Putin non piace che chiediamo il supporto a tutto il mondo". Il responsabile dell'intelligence del reggimento Azov ha sottolineando anche il ruolo della "donne militari che combattono qui e sono davvero molto forti".

"Il momento peggiore è quando i carri armati sparano sui civili e quando vengono colpiti dalle bombe", ha detto ancora Samoilenko, che ha spiegato che i russi "durante la notte sparano con i missili Grad contro il centro della città e i civili devono cercare un posto dove nascondersi". "Questa - ha concluso - è la parte sporca della guerra".

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