Azzerati i profili Facebook e Instagram di Casapound

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Roma, 9 set. (askanews) - Un'azione simultanea: i profili di Facebook (250mila follower) e Instagram di Casapound Italia sono stati chiusi. Impossibile accedere anche ai profili personali collegati alla formazione di estrema destra, a partire da quelli del fondatore Gianluca Iannone o del segretario Simone di Stefano, ma anche dei consiglieri comunali.

Il sito di Casapound e il profilo Twitter invece sono regolarmente attivi.

"Su Instagram e Facebook è stata un'azione coordinata a livello centrale, sono stati chiusi tutti i profili collegati e varie pagine politiche anche non ufficialmente collegate, come Primato nazionale", spiega l'ufficio stampa di Casapound.

"E' un'operazione totalizzante - sottolinea ad Askanews il segretario Di Stefano - hanno chiuso anche i profili dei consiglieri comunali democraticamente eletti", perché "dicono che le pagine istigano all'odio ma io sfido Facebook a trovare sul mio profilo che conta 150mila follower un messaggio che istiga all'odio".

"Hanno iniziato a chiudere i profili senza nessuna comunicazione ufficiale mentre eravamo in piazza a protestare contro il governo Conte bis insieme alle opposizioni. Ce ne se siamo accorti così per caso", racconta Di Stefano, e annuncia: "Reagiremo per le vie legali e politiche, sollecitando un dibattito sui comportamenti di queste multinazionali, se può accadere una cosa del genere, qual è il criterio? Chi decide? Un giudice? Lo Stato? una multinazionale non può decidere chi deve parlare in Italia". "Questa è censura - prosegue il segretario di Casapound, per il quale decidere la chiusura dei social è come "una decisione di vita o di morte", perché "Facebook è dove oggi si fa politica. E se domani decidono di chiudere Salvini o i Cinquestelle?". Per questo l'appello è anche "al governo perché si renda conto del grave atto di censura che è stato fatto".