Azzolina: scuole chiuse costo altissimo, black-out della socialità

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 11 gen. (askanews) - "Ho fatto tutto quello che potevo fare con il governo: le scuole sono pronte per ripartire, ma sono le Regioni che hanno la possibilità di riaprirle o meno. Chiedo a tutti di trattare la scuola non in maniera diversa rispetto a come si trattano le attività produttive. Si fa l'errore di pensare che la scuola non produca incassi, ma i costi sono lo stesso altissimi e il messaggio deturpante per cui nelle regioni gialle oggi è tutto aperto tranne le scuole lascia profonde cicatrici nel mondo della scuola". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina su Rai Radio 1.

"Gli studenti - ha proseguito - hanno bisogno di sfogare la propria socialità e tanto vale lo facciano in un ambiente controllato che è la classe. Sono molto preoccupata: io ho voluto la Dad a marzo scorso, quando non c'era nulla, ma può funzionare per qualche settimana e oggi è evidente che non può più funzionare, i ragazzi sono arrabbiati, stanno vivendo un black-out della socialità".

"Non voglio nessuna polemica con nessun presidente di Regione, ma restano i fatti. Molti di noi volevano l'apertura il 9 dicembre, me per prima, qualcuno disse 'non ne vale la pena, perchè riaprire 2 settimane prima delle vacanze?'. Il 23 dicembre - ha ricostruito la ministra - si è stipulata un'intesa all'unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% si sarebbe riaperto, lavorando sui trasporti con i prefetti. Ad inizio gennaio alcuni presidenti di Regione dissero che erano pronti a ripartire subito anche al 75% e ora neanche al 50% si ritorna".

"Ci sono Regioni che hanno lavorato molto molto bene come la Toscana, il Trentino. Abbiamo monitorato tutto, fatto continue informative, anche con il ministro Lamorgese. I prefetti e le scuole hanno fatto lavori encomiabili. Sappiamo che il rischio zero non esiste a scuola come in nessun ambito, ma studi italiani e europei dimostrano che a scuola il rischio è molto basso. Tra distanziamento, banchi nuovi e igienizzanti la scuola quest'estate si è organizzata molto bene, anche sul fuori abbiamo lavorato con i prefetti su piani singoli a livello provinciale sui trasporti".

"È difficile che gli studenti possano comprendere tutto ciò, hanno ragione, capisco le loro difficoltà e frustrazioni: la scuola è un servizio pubblico essenziale, un diritto costituzionale. Ai ragazzi che protestano dico che li capisco: se mi avessero tolto la scuola sarei stata anche io arrabbiata. Ma il governo ha fatto tutto quello che poteva, anche con l'aiuto dei prefetti".

"A maggio 2020 medici, infermieri e anestetisti mi scrivevano per tenere la scuola chiusa e chiusa è rimasta; oggi ricevo tantissime lettere di madri medico, padri infermieri che mi chiedono di riaprire le scuole, perchè stanno vedendo tutte le difficoltà dei propri figli a stare chiusi in una stanza a fare Dad per 5 ore", ha concluso Azzolina.